La giustizia fa tremare Palazzo Chigi: scontro feroce tra Pd e M5S sulla prescrizione

mercoledì 20 Novembre 11:29 - di Giovanna Taormina
Rigopiano

Non bastavano le liti sulla manovra, sul contante, su quota 100 e reddito di cittadinanza. Adesso si apre un altro fronte che fa tremare Palazzo Chigi: la riforma della giustizia. Su riforma penale e prescrizione ancora niente accordo tra M5S e Pd. Le posizioni anche dopo il vertice notturno a Palazzo Chigi restano distanti. Al termine della riunione durata tre ore, si è trovato solo l’accordo per portare la riforma del processo civile al prossimo Consiglio dei ministri. La riforma penale, invece, si è arenata.

Giustizia, incontro a palazzo Chigi

Nel vertice convocato da Conte per trovare l’accordo tra 5S e gli altri partiti della maggioranza il ministro grillino Alfonso Bonafede si è presentato auspicando un “vertice risolutivo, perché non è più tempo di rinvii”, ma senza una avere in tasca soluzione sul nodo principale sulla prescrizione. Sono 30mila all’anno i processi penali che, con l’entrata in vigore il primo gennaio del 2020 della riforma della prescrizione, non avranno più scadenza. Ma l’incontro proprio su questo punto è stato infruttuoso. L’unico passo avanti è stato l’ok alla riforma del processo civile. Bonafede, ha detto che è stato «passo importantissimo» sottolinenando che si dimezzano così i tempi del processo. «La riforma del processo civile sarà sottoposta, probabilmente, in Consiglio dei ministri già la prossima settimana», ha aggiunto Bonafede.

M5S e Pd due posizioni opposte

Il Guardasigilli ha quindi riferito di aver portato al tavolo della maggioranza due proposte di riforma giustizia per quanto riguarda il processo penale. La prima, ha spiegato il ministro, prevede «la possibilità per chi è assolto in primo grado di fare richiesta per avere una corsia preferenziale» per accedere in appello. La seconda prevede una forma di agevolazione dell’indennizzo, già previsto dalla legge, nel caso di sforamento dei termini previsti dalla riforma. «Nonostante la riforma azzeri il rischio di sforamento dei termini del processo, abbiamo previsto che, in caso in cui si registrasse uno sforamento dei termini previsti dalla riforma, l’indennizzo previsto oggi dalla legge possa prevedere un accesso agevolato per il processo più lungo», ha spiegato.  Troppo poco per il Pd, che considera inammissibile un processo potenzialmente senza fine dopo il primo grado. La controproposta dei dem è un meccanismo che preveda termini perentori entro i quali, se non si celebra l’appello o non si arriva in Cassazione, si estingua l’azione penale. Non più la prescrizione del reato, quindi, ma la prescrizione di fatto del procedimento. Bonafede però non ne vuole proprio sentire. Due posizioni opposte che Conte ha provato ad ammorbidire. Ma fino ad ora senza successo.

 

 

 

 

 

 

Commenti

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  • maurizio pinna 20 Novembre 2019

    Federico II di Prussia, Federico il Grande, sosteneva che i peggiori sono i cretini volonterosi, beninteso, in questo melting pot sociale rosso italia, fatto di voltagabbana, ruffiani, delatori e querelanti, ogni riferimento alla realtà è puramente casuale.