Ius soli, Fratelli d’Italia all’attacco: la sinistra conferma la sua vocazione anti italiana

lunedì 18 Novembre 13:14 - di Redazione

Fratelli d’Italia all’attacco dell’ultima sortita di Nicola Zingaretti sullo ius soli, che rimette in campo un tema spinoso che divide la stessa maggioranza. Il tema della cittadinanza non è certo una priorità del Paese, come vorrebbe far credere il segretario dem, a corto di argomenti per lasciare un segno nell’agenda di governo.

Ius soli, Fratelli d’Italia: un’astrazione della sinistra

«Il rilancio dello ius soli conferma la vocazione anti italiana della sinistra. L’automatismo sull’assegnazione della cittadinanza, infatti, mostra una visione secondo cui i principi, la storia, le peculiarità di un Paese sarebbero tutte variabili da trascurare». Parola di Ylenja Lucaselli di Fratelli d’Italia  che in una nota denuncia «la cappa burocratica»  che vuole azzerare la nostra identità. «È una deriva inaccettabile. Ancor più considerando l’elenco dei problemi giganteschi che in questi giorni si stanno accumulando. Dal dramma dell’Ilva ad una manovra che promette nuove zavorre per le imprese. Fino agli eventi atmosferici che, dalla Puglia a Venezia, si stanno proiettando in tutta la loro dirompenza su un Paese che non è messo in sicurezza. Il Pd non tormenti i cittadini con le sue astrazioni ideologiche».

Mollicone: Zingaretti pensi all’ondata di maltempo nel Lazio

Anche Federico Mollicone punta l’indice contro Zingaretti e la sua politica “diversiva”. «Zingaretti straparla di ius soli e si dimentica dei cittadini del Lazio», dice il deputato di Fratelli d’Italia a SkyTg24. «Il governatore del Lazio è completamente sparito dai corridoi della Pisana. Indifferente all’ondata di maltempo che ha investito il territorio laziale e ha distrutto il litorale». L’elenco dei danni dovrebbe indurre il segretario dem a occuparsi di altro rispetto allo ius soli. Mollicone elenca i danni prodotti, in particolare sul quadrante sud di Fregene. «Sembra un bollettino di guerra, L’oasi del Wwf è stata quasi completamente distrutta. E molti stabilimenti storici sono stati danneggiati».

«Mentre la buona amministrazione del presidente abruzzese Marsilio chiede lo stato di calamità – continua Mollicone – e  stanzia specifici fondi, Zingaretti che fa? È a Bologna a ragionare sul rilancio del Pd. Come al solito, i democratici pensano prima al partito, poi alla Nazione. Presenteremo interrogazioni in Regione e in Parlamento per chiedere lo stato di calamità per le coste laziali. A differenza di quanto stanno facendo Zingaretti, il sindaco di Fiumicino Montino e il sindaco metropolitano Virginia Raggi».

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