Il male oscuro del M5S: «Ci siamo imborghesiti. Di Maio, dimettiti da ministro»

venerdì 15 Novembre 14:15 - di Mariano Folgori

Il M5S è in crisi. Caso Ilva, rovesci elettorali, ora anche l’acqua alta a Venezia. Il MoVimento è diventato il capro espiatorio dei drammi nazionali. La crisi si riverbera nei sondaggi: la discesa del M5S è in picchiata. I parlamentari sono in subbuglio. Non si riesce a leggere il capogruppo alla Camera. Sotto accusa è finito Di Maio. Non solo per la linea politica ma anche per il doppio incarico di ministro e capo politico del M5S.  Alla fine il leader è sbottato.”Chi di fronte alle vittime di Venezia e al dramma dell’Ilva preferisce guardarsi gli affari suoi, conosce la strada. Il movimento non lo piangerà”. Così Di Maio in un minaccioso post pubblcato ieri. I dissidenrti sono avvertiti. Siamo oltre il mal di pancia. Il M5S è colpito dal male oscuro, cioè la depressione, come dal celebre romanzo di Giuseppe Berto.

Oggi il deputato del M5S Giorgio Trizzino risponde impavido al capo. E gli dice senza mezzi termini di abbandonare l’incarico alla Farnesina.  Il M5S si è imborghesito? “Qualcosa di simile, anzi… in un certo senso sì”.  Così il parlamentare  in un’intervista a La Repubblica. Luigi Di Maio, dice Trizzino, “dev’essere arrabbiato per la vicenda Ilva”, “l’altra sera in assemblea è stato costruttivo. Ha ragione quando dice che dobbiamo essere tutti uniti. Ma per la salute del M5S io mi auguro che dedichi più tempo alla vita dei gruppi parlamentari. C’è qualcosa che non va, come dimostra la quarta votazione andata a vuoto per eleggere il capogruppo, una cosa che si potrebbe risolvere in 24 ore”.

Al M5S “è venuto a mancare un filo diretto con la gente. E ormai sembra che sia tutto colpa nostra, l’Ilva, Venezia sott’acqua”. Di Maio, riconosce Trizzino, “ha avuto il merito di averci portato al 32%, ma poi ha sottovalutato il fatto che il 4 marzo era successa una rivoluzione, e che bisognava analizzarla meglio e non andare semplicemente al governo. Siamo in difficoltà, ma si può recuperare il rapporto con gli elettori. Basterebbe dire: ‘Ho sbagliato’ ‘Abbiamo sbagliato!'”. “Non gli posso certo dire: ‘Luigi, dimettiti da ministro e pensa solo al Movimento’, ma lui deve capire che la buona salute del M5S è essenziale anche per la vita del governo”, osserva Trizzino.

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