I neuroni di Di Maio sembrano palle di un flipper quando pensa a Giorgia Meloni

14 Nov 2019 6:00 - di Francesco Storace

Si arrabbia, Di Maio, quando la Meloni parla del governo delle poltrone. Lui le rinfaccia le sue – e poi vediamo quali – ma sta al governo anche grazie ai voti di Casini. E di Bersani. E di Monti. Un bel tacer non fu mai scritto.

In realtà Giorgia Meloni è deputata per elezione popolare, esattamente come lui. Fa anche la consigliera comunale di Roma, e lo stipendio capitolino non esiste, giacché uno di “quelli di prima”, Tremonti – annota, Giggino – tolse il doppio emolumento a chi aveva doppio incarico. Ed è sempre il popolo a votarla, non Di Maio, questa donna che lo fa tanto ammattire.

Inchinati, Giggino, di fronte a coerenza e preparazione

Ormai la storiella degli stipendi la possono anche toglierla dal frasario che consultano ogni giorno, gli sparlatori a Cinquestelle. Chi fa il deputato o senatore prende lo stipendio esattamente come succede in qualunque altra nazione del mondo. Non è che quello di Di Maio è giusto e quello degli altri un furto. Demagogia un tanto al chilo, ma ormai è merce avariata.

Grattare con le unghie sui vetri non serve a niente, soprattutto se a parlare è chi non ha fatto nulla di concreto in politica e neppure nella vita. Di Maio dovrebbe solo inchinarsi davanti alla preparazione e alla coerenza della Meloni. Ma non ci riesce, perché da quelle parti l’umiltà non è di casa, la maleducazione un obbligo istituzionale. Ma resta il veleno  che sputa solo chi si è accorto di perdere sempre e non se ne capacita.

Questa destra che voleva distruggere lo preoccupa perché Di Maio teme il sorpasso definitivo. E quel giorno non avrà davvero più scampo. Lo attende lo stadio San Paolo.

Commenti

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  • AndyRandy 16 Novembre 2019

    l’articolo ha un errore di fondo, parla dei neuroni di DIMAIO, come se Giggino ne avesse… 🙂 Ovviamente, il nostro ne è completamente sprovvisto, e fa quel che può riuscendo però, ammettiamolo, a suscitare grande ilarità, come quando parlando di se stesso si definisce uno statista… Poverino, non svegliatelo

  • Cesare 15 Novembre 2019

    Qualcuno ha verificato se ha i neuroni? Per come dicono a Napoli: “tenne a capa per spart’e recchie” (ha la testa per tenere le orecchie divise)

  • alessandro decclesis 15 Novembre 2019

    Questo “grillino”, comparsa del “comico/buffone” non capirebbe nemmeno cosa sono i neuroni perché, solitamente i neuroni ci sono nei cervelli di persone che il cervello lo hanno.

  • Gilberto Fermo 14 Novembre 2019

    Grandioso

  • maurizio pinna 14 Novembre 2019

    Più emergono gli esiti nefasti del loro comportamento più mi convinco che i compagni e i diversamente compagni siano , rispettivamente, figli del neobolscevismo e del neocomunitarismo. Per i primi è la realizzazione di una sorta di impero dell’opportunismo, laddove un mix di compagni e radical dovrebbero acquisire un potere atipico, in cui le decisioni di governo vengono prese nei salotti, nelle sedi di certi giornali e nelle direzioni di certe radio e tv, col supporto dei katanga leninisti dei centri e dei giustizialisti di “buon cuore”. Per i secondi si tratta invece di realizzare l’Arcadia Felix , una storpiatura di ciò che aveva cogitato Adriano Olivetti, un Paese dove le tecnologie sono messe al bando, l’ecologia è interpretata come un “lasciar fare alla natura”, le imprese vanno annientate e la gente campa in un contesto bucolico. Il tutto in un perverso contesto culturale che prevede l’abbattimento di ogni frontiera, in una sorta di tolleranza universale che cancelli ogni identità , razza e struttura sociale.

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