I giudici scagionano Salvini. «Le navi delle Ong devono sbarcare nel loro Paese»

mercoledì 27 Novembre 13:24 - di Redazione
Salvini indagato per la Open Arms

Nessun reato commesso. Niente processo. I giudici scagionano Salvini sul caso della Alan Kurdi. La nave tedesca della Ong Sea Eye. «Lo Stato di primo contatto non può che identificarsi in quello della nave che ha provveduto al salvataggio». Così il tribunale dei ministri di Roma si è espresso sulle accuse di omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio mosse contro l’ex ministro dell’Interno. E il suo capo di Gabinetto del capo di Gabinetto Matteo Piantedosi.  Salvini, come è noto, aveva negato lo sbarco ai 65 migranti che si trovavano a bordo dell’imbarcazione, nell’aprile scorso.

Alan Kurdi, Salvini scagionato: non ha commesso reato

Qualche giorno fa Salvini aveva esultato alla notizia dell’archiviazione. «Finalmente un tribunale riconosce che bloccare gli sbarchi non autorizzati non è reato», aveva detto. Oggi le motivazioni gli rendono giustizia.

La responsabilità di assegnare un «porto sicuro» alle navi con i profughi soccorsi in mare spetta allo «Stato di primo contatto». Applicando Convenzioni e accordi, «lo Stato di primo contatto non può che identificarsi in quello della nave che ha provveduto al salvataggio».

Le motivazioni del tribunale dei ministri di Roma

Le motivazioni, riportate dal Corriere della Sera, stabiliscono quindi che se una nave che raccoglie i naufraghi batte ad esempio bandiera tedesca, è alla Germania che deve rivolgersi per ottenere l’approdo. «L’assenza di norme di portata precettiva chiara applicabili alla vicenda– si legge nelle motivazioni – non consente di individuare l’indebito rifiuto di indicazione del Pos (Place of safety). Né precisi obblighi di legge violati dagli indagati. E di conseguenza di ricondurre il comportamento a fattispecie di rilevanza penale».

Il tribunale romano sottolinea inoltre che quando,  come nel caso della Alan Kurdi, e come spesso accade, le coste di quel Paese sono troppo lontane, «la normativa non offre soluzioni precettive idonee ai fini di un intervento efficace volto alla tutela della sicurezza dei migranti in pericolo».

Lo sbarco a Malta e la redistribuzione

La questione  risale al 3 aprile scorso quando la Alan Kurdi soccorse 65 migranti a bordo di un gommone al largo della Libia. E poi puntò verso le coste di Lampedusa. Dopo giorni di braccio di ferro con il governo italiano, gli attivisti della ong tedesca alla fine puntarono su Malta. Lì, il 13 aprile, gli immigrati vennero sbarcati e distribuiti tra Germania, Francia, Lussemburgo e Portogallo.

Commenti

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  • Albert 2019 27 Novembre 2019

    Quella del “sequestro di persona” era l’accusa più assurda e grottesca. Sarebbe come se domani uno sconosciuto bussasse di notte con insistenza alla vostra porta, e un Pm poi vi accusasse di “sequestro di persona” perché non l’avete fatto entrare e quello si è preso una bronchite restando fuori all’aperto! Per sequestrare qualcuno è necessario impedirgli di muoversi liberamente, ma Salvini non ha mai costretto quelle persone a stare sulle navi dopo essersi buttate in mare, lo hanno scelto loro. Io credo che ora il CSM dovrebbe procedere contro i Pm che si sono ostinati ad indagare Salvini per un reato inesistente.

  • Sandro Cecconi 27 Novembre 2019

    Questa sentenza credo che rivoluzionerà la concezione sciocca portata in ogni istante dalla sinistra. Oltre a scagionare giustamente Salvini, il presente pronunciamento ha messo le tessere del mosaico della materia nel posto giusto dando più che ragione a Giorgia Meloni che da anni lo afferma, spiegandolo in modo magistrale, portando come argomentazione il parere di una Professoressa Universitaria, giudicata come il massimo esperto in diritto del mare e internazionale. E, come sempre, lo fa con la massima semplicità, chiarezza e onestà intellettuale.

    Ora attendiamo le solite sciocchezze della sinistra italiana.

  • bruno baldassin 27 Novembre 2019

    brutta notizia per le ong che poi ospitano i migranti sia di sinistra come di destra,bibbianisti e charitas, buonisti pelosi e un altro che piange è il buon zingaretti che dei migranti vuole farne un bancomat per ottenere voti fregandosene degli italiani.E’ una buona notizia , speriamo ne arrivino altre