Forteto, svolta tardiva. Finalmente il “profeta” della comunità-setta Fiesoli si costituisce

giovedì 7 novembre 12:52 - di Redazione

Forteto, finalmente la svolta, anche se tardiva. Rodolfo Fiesoli, il “profeta” della comunità del Forteto di Vicchio del Mugello (Firenze) si è costituto nella notte. Dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni e 10 mesi di reclusione per maltrattamenti e violenza sessuale anche su minori. Fiesoli si è presentato presso la caserma del comando provinciale dei carabinieri di Padova. Il provvedimento nei confronti dell’altra imputata, Daniela Tardani, condannata a 6 anni e 4 mesi, lo hanno notificato dai carabinieri di Borgo San Lorenzo (Fi).

Forteto, Fiesoli si è costituito a Padova

Secondo quanto si è appreso, ieri sera verso le 19, subito dopo la lettura della sentenza in Cassazione, Fiesoli  è andato nel carcere Due Palazzi di Padova. Ma il personale penitenziario non ha ammesso la sua richiesta di costituirsi perchè ancora non era disponibile l’ordine di esecuzione della Procura generale. Per questo motivo dal carcere di Padova è stato indirizzato verso il comando generale dei carabinieri. Poi dalla caserma, espletate le formalità, è stato condotto nel carcere padovano. Daniela Tardani, dopo essere stata trattenuta nella caserma dei carabinieri di Borgo San Lorenzo, è stata accompagnata nel carcere fiorentino di Sollicciano.

Mugnai: Fiesoli adesso non deve nuocere più

“Con la sentenza appena emessa dalla Cassazione giunge finalmente al traguardo anche giudiziario la drammatica vicenda del Forteto”. Lo afferma Stefano Mugnai, vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera. “La comunità-setta del Mugello, in provincia di Firenze, è stata teatro di orrori e abusi ai danni dei minori. Per le vittime, i bambini di allora, questo punto fermo costituiva la condizione indispensabile per poter guardare avanti sentendosi legittimati nei patimenti subiti. Per gli aguzzini e in particolare per Rodolfo Fiesoli, auspichiamo sia finalmente giunto il tempo che sia messo in condizione di non nuocere più. Pensare che in questi mesi è stato libero di avvicinare ragazzini nei bar e davanti alle scuole di Aulla”.

Mugnai a Montecitorio è autore di una delle tre proposte di legge istitutive della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda. Nel consiglio regionale della Toscana, era il 2012, fu presidente della prima commissione regionale di inchiesta. Che portò alla luce il sistema di violenze e abusi su minori praticato all’interno di quella che anche la magistratura avrebbe in seguito bollato come comunità-setta esprimendo condanne fino al terzo grado di giudizio. “L’istituzione della Commissione parlamentare è slittata anche nelle ultime settimane. Ci auguriamo che il Pd e le sinistre non intendano procedere per rinvii pur di non affrontare la verità dei fatti e che presto si possa iniziare a lavorare per approfondire il quadro delle responsabilità politico-istituzionali”, conclude Mugnai.

Commenti

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  • federico barbarossa 7 novembre 2019

    EVVIVA! Allora è vero che il SISTEMA BIBBIANO, non è UNICO! FALSI&PORCI COMUNISTI! ELIMINARE i responsabili comunisti….

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