Feltri: «Nei giornali il muro rosso è ancora in piedi». E il web lo applaude

sabato 9 novembre 15:41 - di Giorgia Castelli

Trent’anni fa cadeva il muro di Berlino. Nel giorno della ricorrenza che celebra la fine del comunismo filo-sovietico Vittorio Feltri racconta un fatto personale legato al giornalismo. Il direttore di Libero su Twitter scrive che «Quando cadde il muro di Berlino ero direttore del periodico Europeo, Rizzoli». E spiega che il settimanale «non usciva perché i redattori comunisti scioperarono due mesi contro di me». Per poi concludere: «Nei giornali il muro rosso è ancora in piedi».

Feltri, pioggia di commenti sul web

Tantissimi i commenti al post. Alcuni sinistri lo insultano, ma la maggior degli utenti parte lo applaude. Scrive un utente: «Il comunismo è in piedi anche nelle televisioni, specialmente quelle che ci fanno pagare forzatamente. Rosse, propagandistiche, becere e piene di raccomandati che devono prima giurare fedeltà alla Stasi, e poi li assumono». E un’altra osserva: «Non solo nei giornali, direttore, i comunisti hanno eretto un muro contro gli italiani che la pensano diversamente da loro». E un altro ancora amaro commenta: «Pensiamo di aver abbattuto il muro di Berlino e quindi l’ideologia. Ma in realtà, vedo il “pensiero unico” sempre subdolo. Il sostantivo “condivisione” lo esprime bene: ed è vittima di ostracismo chi non si schiera». E infine: «Adesso caro bisogna abbattere un’altro muro in Italia… Quello rosso sinistro pdiota del Pd».

Commenti

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  • 10 novembre 2019

    Tutto vero e perfettamente condivisibile!🇮🇹🇮🇹🇮🇹

  • Giuseppe Malaisi 10 novembre 2019

    Feltri ha ragione ma più che di un muro si tratta quasi sempre di un vero e proprio “soccorso rosso” presente sia nella carta stampata sia nel mondo dello spettacolo in generale

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