Emilia Romagna, il sondaggio che mette alle corde Di Maio e Zingaretti: trappola mortale per Pd e M5S

8 Nov 2019 17:48 - di Redazione
Ius soli

By by Emilia Romagna. Più che un sondaggio è un bivio mortale per Pd e M5S. Secondo la rilevazione di Alessandro Amadori per Affaritaliani.it sulle regionali in Emilia Romagna, si metterebbe molto male. La regione “rossa” per eccellenza si appresterebbe dal 26 gennaio a diventare un’ex baluardo della sinistra. Al Pd potrebbe non bastare nemmeno l’alleanza con il M5s per tenere botta al centrodestra. Secondo il sondaggista, infatti, se dem e grillini si presenteranno separati, Lucia Borgonzoni, arriverà al 45% dei consensi contro il 41% di Stefano Bonaccini, con i 5 Stelle fermi al 12% e le briciole (il 2%) alle altre liste.

Emilia Romagna, si mette male per Pd e M5S

Ma il dramma per la maggioranza che tiene unito questo governo si consumerebbe anche nel caso in cui Pd e M5S andassero al voto uniti.  Spiega Amadori che molti sostenitori dei grillini potrebbero decidere o di non votare o  votare un partito anti-sistema.  Insomma, pur di non votare lo status quo rappresentato dal Pd e dal governatore uscente Bonaccini, gli elettori abbandonerebbero il M5s per votare  Lega o Fratelli d’Italia. Secondo il sondaggio, il Pd dovrebbe pregare che si verifichi il male minore ossia un  testa a testa, 49%contro 49%, se i due partiti si presentassero uniti. Con esito finale al cardiopalma.

Se il Pd trema alla sola ipotesi di perdere in Emilia, il Movimento 5 Stelle non se la passa meglio.  Il dilemma se andare da soli per farsi meno male, ma far vincere il centrodestra,  o diventare una costola irrilevante del Pd li sta dilaniando. “L’istituzionalizzazione del M5S, un ibrido tra forza filo-governativa e anti-sistema, in un’alleanza innaturale con il Pd avrebbe come conseguenza che una parte dell’elettorato grillino non si riconosca più nel Movimento, di fatto costola dei Dem”, spiega Amadori su Affaritaliani.it. “Un po’ quello che è successo in Umbria“. Insomma, Di Maio si troverebbe sull’orlo di un precipizio: se va da solo, perde, ma salva il suo dna; se andasse col Pd potrebbe comunque perdere la faccia. E perdere comunque le Elezioni.

Una trappola mortale. Da tenere presente che alle europee del 26 maggio in Emilia Romagna la Lega risultò il primo partito con il 33,8%, seguita dal Partito Democratico con 31,2%. Il  Movimento 5 Stelle si fermò al 12,9%. Forza Italia aveva ottenuto il 5,9% mentre Fratelli d’Italia il 4,7%. A Più Europa andò il 3,6% e ai Verdi il 2,9%. La Sinistra 1,9% e Partito Comunista 1,1%.

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