Conte revoca la concessione ad Atlantia e “regala” Alitalia ai tedeschi

mercoledì 27 novembre 13:12 - di Redazione

Il no del governo ad Atlantia non affossa in Borsa la società dei Benetton ma “abbatte” le prospettive di salvataggio di Alitalia. Ieri il premier Conte, assecondando le richieste di Di Maio, ha espresso parole chiare. “Su Autostrade la procedura è in atto, è in corso e non si è mai interrotta. Dal momento in cui è stato contestato ad Aspi l’oggettivo inadempimento legato al crollo del Ponte Morandi la procedura è andata avanti. Stiamo via via acquisendo elementi e adesso, siamo pressoché in dirittura di arrivo. Il procedimento amministrativo è in corso e ora si tratta di trarre le fila, sapendo, come abbiamo sempre detto, che non intendiamo fare sconti. Il nostro obiettivo è tutelare non l’interresse privato ma l’interesse pubblico, quello dei cittadini”. Parole pronunciate da Conte in conferenza stampa, dopo un incontro con i responsabile di Autostrade. Che intanto si è ovviamente sfilata dalla presunta cordata italiana per salvare Alitalia dal default. Con il governo che si è di fatto arreso.

Atlantia affossa Alitalia, che va verso lo spezzatino

Con il disimpegno di Atlantia, la strada quasi inevitabile per Alitalia è quella dello “spezzatino”. Lo stesso ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli, ha ammesso che non c’è più l’opzione Atlantia-Delta-Fs. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Alitalia sarebbe vicina alla violazione della concorrenza internazionale di vettori che potrebbero rilevarne i diritti di atterraggio e la relativa quota di mercato. Ecco perché, con tutta urgenza, si starebbe ovalutando il possibile spezzettamento di Alitalia in tre aziende. Una prima composta da 6.500 addetti tra piloti e assistenti di volo, con il maggiore interesse di Lufthansa che la trasformerebbe in una sua divisione regionale. Una seconda per l’assistenza a terra, formata da circa 3mila persone. Una terza che inglobi gli addetti alla manutenzione, cioè altre 2mila persone. Una soluzione “tedesca”che lascerebbe davvero l’amaro in bocca, con Alitalia trasformata in una piccola dependance di Lufthansa.

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