Conte dice: arriveremo a fine legislatura. Ma Zingaretti pensa allo strappo: così non si si va avanti

7 Nov 2019 13:37 - di Redazione
legge elettorale

Giuseppe Conte, in una lunga intervista al quotidiano La Verità, si dice certo di poter arrivare a fine legislatura con il suo governo. “L’orizzonte di questo esecutivo è la fine della legislatura. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta”.

Ma nel Pd tira tutta un’altra aria. Sfiducia, scoramento, paura. Nicola Zingaretti non ci crede più e secondo un retroscena di Repubblica, anche l’ala filogovernativa che fa capo a Franceschini si sta convincendo della necessità di gettare la spugna. I virgolettati attribuiti a Zingaretti non lasciano spazio a dubbi: “Mentre la destra si presenta unita a piazza San Giovanni, noi ci mostriamo divisi in mille pezzi. La prospettiva politica di certo non c’è più”. La nuova strategia che il Pd intende adottare è dunque la seguente: conclusione ordinata della legislatura.

Conte ci crede ancora, ma Zingaretti no

L’iter immaginato per arrivare allo scopo – scrive ancora Repubblica – prevede varie  tappe: il caso Ilva è una delle più importanti. Senza una soluzione inutile stare ancora nel governo. Poi ci sono le fibrillazioni su legge di Bilancio e riforma elettorale. Il Pd non vuole restare pressato tra due fuochi: da una parte i veti dei Cinquestelle, dall’altra i paletti di Italia Viva. Molto meglio sfilarsi.

Zingaretti starebbe pensando di aprire la crisi prima del voto in Emilia Romagna, un test che sarebbe devastante in caso di vittoria del centrodestra. Ma la corsa alle urne si potrebbe interrompere se entrasse in campo un’ulteriore variabile. Se cioè a crisi aperta si profilasse l’idea di un governo a guida Zingaretti, o in ogni caso affidato a un esponente dem. La paura del voto spingerebbe sia i grillini sia Matteo Renzi a dare il proprio avallo all’ennesimo governo di fuga dal voto. Ma ci sarebbe l’ostacolo Di Maio da superare. Andrebbe infatti destituito come capo del Movimento. Un atto che solo Beppe Grillo può compiere e non è detto che ne sarebbe poi così dispiaciuto.

 

Commenti

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  • Marcello 8 Novembre 2019

    Potrebbe essere una ulteriore scappatoia pur di evitare in ogni modo le elezioni.
    Ma Mattarella sarebbe ancora disponibile ad avallare una ulteriore? “porcata” ? Si potrebbero iniziare a vedere iniziative popolari di rivolta pacifica come quella di San Giovanni ma di sicuro molto più numerose.

  • Carlo Cervini 8 Novembre 2019

    I Ds si possono salvare solo se si vota al più presto possibile, i 5 stalle li coinvolgono in disastri economici e sociali (sono il partito delle Procure), Renzi li lavora ai fianchi e riesce a crescere nei sondaggi, la vecchia Ditta non riesce a dare risposte ai problemi della gente…………..perderanno sicuramente, ma devono fermare l’emoragia.