Conte bocciato dal suo “maestro”, il giurista Alpa: «La riforma della prescrizione non funziona»

28 Nov 2019 11:31 - di Redazione
prescrizione

“Si deve abbinare la disciplina della prescrizione a quella che abbrevia i processi penali”. Le due leggi “devono andare insieme”, altrimenti la sospensione della prescrizione “non va bene”. A bocciare la riforma, così come è stata impostata dal governo, non è un giurista qualsiasi, ma Guido Alpa, che è stato maestro dello stesso premier Giuseppe Conte.

Alpa: “Prima velocizzare i processi, poi la prescrizione”

In una intervista a Repubblica, l’ex presidente del Consiglio nazionale forense ha chiarito che “non sono d’accordo” su quella riforma così cara al M5S e difesa a spada tratta dal premier. “Siamo un Paese in cui i processi sono troppo lunghi, quindi sospendere la prescrizione in questo modo non va bene. Prima bisogna velocizzare i processi, e poi può diventare accettabile”, ha detto Alpa. Il giurista ieri ha incontrato alla Camera il deputato di Forza Italia Enrico Costa, firmatario di una proposta di abrogazione delle norme sulla prescrizione, e Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, partito che ne chiede il rinvio dell’entrata in vigore, prevista il 1 gennaio 2020. Incontri non programmati, ha sostenuto Alpa, spiegando che era a Montecitorio per presentare le opere digitalizzate di Piero Calamandrei. Alla domanda se abbia convenuto con loro sulle critiche alla riforma del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, però, ha risposto: “Non è la mia materia”.

Conte? “Non lo sento da settimane”

Se si abbrevia il processo, non scatta la prescrizione, per il semplice motivo che il processo finisce prima”, ha quindi aggiunto il giurista. Lo stop alla prescrizione in primo grado sarebbe inutile? “Un processo così breve è senza prescrizione. Si sta studiando di fare in modo che le due procedure viaggino parallele per non creare conflitti”. Il professore Alpa ha poi assicurato di non avere avuto su questo contatti con il premier Conte. “Non lo sento da settimane”, ha detto, ribadendo che “bisogna prima studiare il modo per accelerare il processo”. “Se il processo si accelera – ha concluso – la prescrizione di Bonafede interviene solo in casi eccezionali”.

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