Prescrizione, il Pd cede al pressing forzista. Orlando: «Subito un vertice di maggioranza»

martedì 26 Novembre 17:46 - di Redazione
prescrizione

Ieri l’affondo di Luigi Di Maio e oggi è il premier Giuseppe Conte a dire che «è giusto che la riforma della prescrizione entri in vigore il 1° gennaio». Non ce ne sarebbe stato bisogno se sul tema la maggioranza navigasse in acque tranquille. Mal vero esattamente il contrario. L’intesa è ancora lontana. E il Pd insiste perché la riforma sia accompagnata da una norma per accelerare i processi. Ci vorrebbe un vertice dei giallo-rossi, ma al momento non risulta ancora convocato. E forse neppure richiesto. «Non c’è un giorno ancora fissato e comunque stiamo continuando a valutare le prospettive per una soluzione per poter portare avanti la riforma sul processo penale», prova a minimizzare il ministro Alfonso Bonafede.

Gli “azzurri” chiedono ai dem di votare il testo di Costa

Ma il Guardasigilli non ha troppi motivi per ostentare tranquillità. Tanto più che nello stallo della maggioranza si inserisce il pressing di Forza Italia sugli esponenti del Pd. Obiettivo: convincerli a sostenere il testo presentato dal parlamentare azzurro Enrico Costa che di fatto “smonta” la riforma della prescrizione grillina. Fonti della Camera riferiscono di un lungo incontro oggi a Montecitorio tra lo stesso Costa e il vicesegretario Pd, Andrea Orlando. Quanto questo pressing sia riuscito lo si capirà dall’esito della conferenza dei capogruppo alla Camera che si terrà domani. In quella sede, infatti, verrà messa ai voti la proposta degli azzurri  di calendarizzare con procedura di urgenza il testo di Costa.

Prescrizione, il prossimo 1° gennaio scatterà il suo congelamento

Al momento, tuttavia, dai dem non sembrano arrivare segnali incoraggianti per i forzisti. «Sulla prescrizione prima va cercata un’intesa nella maggioranza», avverte Orlando. Ma Costa non demorde: «Il Pd, che ha alzato le barricate – sottolinea -, rischia di perdere la faccia. Domani la conferenza dei capigruppo esaminerà la richiesta di Forza Italia di far approdare con urgenza in aula la nostra proposta di legge: è richiesta l’unanimità, che ovviamente non ci sarà. Allora sarà l’aula a votare, probabilmente la prossima settimana. Capiremo così – è la conclusione i Costa – chi sono i complici dei 5 Stelle nel far entrare in vigore un simile obbrobrio».

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