Cirinnà ne spara un’altra: «Voglio le quote gay al governo». E attacca le “femministe con la clava”

sabato 16 Novembre 15:19 - di Renato Fratello
Cirinnà

L’ultima di Monica Cirinnà: stabilire quote Lgbt al governo e nelle giunte. La sparata è arrivata durante un incontro a Ferrara sulla legge che ha introdotto tre anni fa le unioni civili. La senatrice dem, come riporta il Giornale, si è detta estremamente soddisfatta poiché, di fronte alle circa 12mila unioni celebrate, «ho fatto la felicità di 24mila persone». Subito dopo ha lanciato l’assurda proposta: «Se ci fosse la lobby gay, avremmo già il matrimonio egualitario, avremmo le adozioni per tutti, avremmo la legge contro l’omofobia. Se esistesse davvero questa pericolosa lobby gay, noi saremmo un Paese civilissimo con leggi uguali per tutti e non staremmo a pregare nelle giunte o nei governi di avere la parità 50% uomini e 50% donne, dovremmo dire un terzo, un terzo e un terzo. Un terzo uomini, un terzo donne, un terzo comunità Lgbt. Ma siamo ancora a carissimo amico…».

Cirinnà su adozioni e utero in affitto

La Cirinnà, come ricostruisce il Giornale, è poi tornata sulle adozioni e sull’utero in affitto. Le unioni civili rappresentano «solamente il primo gradino per arrivare alle adozioni per tutti». Poi l’attacco a Romano Prodi, che ha accusato la sinistra di difendere i gay e non gli operai. «Mi dispiace abbia fatto quello “scivolone”, ma ha una certa età ed è rimasto indietro. Ma noi abbiamo giovani e guardiamo avanti e guardiamo al futuro». Infine si è soffermata sull’utero in affitto: «È un tema divisivo: ci sono femministe con la clava e quelle più avanzate e moderne». A suo giudizio tale questione in Italia «si è cominciata a trattare per demolirla dalla legge delle unioni civili e per togliere la possibilità anche dell’adozione del livello infimo». Il tutto accusando «i cattolici più oltranzisti e le femministe più oltranziste».

 

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