“Bella ciao” a Messa, Belpietro sotterra Vauro in diretta tv (video)

sabato 30 novembre 17:26 - di Ernesto Ciecaquaglia

Bella Ciao a Messa, un match in piena regola sulla “prodezza” di don Biancalani è quello andato in onda tra Belpietro e Vauro. Si confrontavano a Diritto e rovescio, tak show condotto da Paolo Del Debbio su Retequattro. Su Bella ciao attacca il direttore de La Verità. Quelli come Biancalani pensano a tutti meno che ai cattolici. «Invece di Bella Ciao dovrebbero cantare Chiesa ciao».

Non è il terreno su cui uno come Vauro si può muovere con grande dimestichezza. E si vede chiaramente in diretta televisiva. Il vignetista sbuffa e smania. Ma non sa davvero che dire. Alla fine, quando è il suo turno, ricorda la figura di don Gallo, antesignano genovese di don Biancalani. E afferma che quel prete rosso era abituato a cantare Bella ciao in chiesa. Ma sarà vero poi? Don Gallo ne ha fatte di cotte e di crude. Ma non risulta Bella ciao cantata durante la Messa.  Comunque sia, Vauro raggiunge toni esilaranti quando dichiara di preferire Bandiera rossa a Bella ciao. Ma Il suo “capolavoro” è quando dice di essere ateo. E, soprattutto, quando aggiunge  che ad allontanarlo dalla Chiesa non è stata Bella ciao ma i preti pedofili. Belpietro, che ascolta divertito gli sproloqui di Vauro, a quel punto sbotta. E sotterra il vignettista rosso. «Parla di quello che sai. Noi abbiamo denunciato i preti pedofili con migliaia di articoli e copertine». Il pubblico presente in sala applaude fragorosamente. E il povero Vauro è letteralmente annichilito. Interviene Del Debbio in soccorso di Vauro invitando tutti alla calma. Ma a quel punto il vignettista che piace alla sinistra più becera è già andato ko. A questo punto, una domanda sorge spontanea: ma che ci va a fare in tv, se poi fa regolarmente brutta figura? È un mistero davvero… sinistro.

Commenti

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  • ALBERTO MARIA LANZONE 1 dicembre 2019

    Liberi di cantarla se ciò li rende felici! Democrazia è anche questo! (quella democrazia che però quelli di sinistra non accettano mai, pieni della loro onnipotenza intellettuale, triste e pietosa peraltro).
    Nessun partigiano (anche quelli imboscati e dell’ultima ora!) l’ha mai cantata! E’ canzone prettamente politica, compagna, ideologicamente ispirata; per me e per tanti, una canzone triste e squallida.

  • ANTONIO GIOVANNETTI 30 novembre 2019

    Ma lui fa brutta figura anche se si guarda nello specchio !!!

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