Arresto Nicosia, la Bernardini: «Mi sembrava un esaltato». Occhionero: rapporti interrotti da tempo

lunedì 4 novembre 9:54 - di Redazione
Bernardini

«A me non piaceva come operava quando io ero segretario dei Radicali Italiani. E lui era iscritto al movimento. Poi i rapporti si sono interrotti quando lui è entrato nel comitato nazionale dei Radicali Italiani ed io nel Partito Radicale». Lo afferma all’Adnkronos Rita Bernardini, membro del Consiglio Generale del Partito Radicale. È bufera sull’arresto dell’assistente della parlamentare Pina Occhionero di Italia Viva (estranea all’inchiesta). L’accusa – com’è noto – è pesantissima,  avrebbe veicolato messaggi fuori dalle carceri.

Bernardini: «Nicosia non mi piaceva»

«Mi sembrava più un esaltato», aggiunge Bernardini. «Non mi piaceva e avevamo avuto delle divergenze proprio su come devono essere effettuate le visite in carcere»,

Anche la deputata di Italia Viva, Giuseppina Occhionero, puntualizza. A quanto si apprende, infatti, aveva avuto solo una breve collaborazione con Nicosia. E aveva interrotto i rapporti da oltre un anno.

Nuovi particolari dall’inchiesta

Emergono altri particolari dell’inchiesta. Antonello Nicosia «attraverso la collaborazione con la Occhionero, ha potuto accedere agli istituti penitenziari in brevissimo tempo ben quattro volte». E cioè il 21 dicembre 2018 a Sciacca; il giorno successivo a Trapani e ad Agrigento; il 1 febbraio 2019 a Tolmezzo. Lo scrivono i pm nel provvedimento di fermo. «Inoltre, col passare del tempo – dicono i magistrati – Nicosia giungeva addirittura a pianificare ulteriori pericolose iniziative sempre progettando di sfruttare, a tal fine, il rapporto con l’Onorevole Occhionero».

L’impegno di Nicosia per il detenuto Santo Sacco «era tale che l”indagato aveva sollecitato la Occhionero (deputata ndr) ad attivarsi per far trasferire il detenuto dalla Casa circondariale di Nuoro (dove era effettivamente detenuto) a quella di Roma. Perché, da tale trasferimento, per ragioni allo stato non perfettamente decifrabili, lei avrebbe potuto ottenere, sempre a detta del Nicosia, un servizio di scorta e così evitare faticose trasferte in treno dal Molise (luogo di residenza del Deputato) a Roma». Così scrivono i pm nel fermo.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza