Al Congresso dei Radicali italiani tre volti nuovi al comando

domenica 3 novembre 19:55 - di Redazione

Si è chiuso oggi a Torino il diciottesimo Congresso di Radicali Italiani. I lavori sono iniziati venerdì 1 novembre con la tavola rotonda “Stato di diritto”, a cui hanno partecipato Emma Bonino, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari e il costituzionalista Fabrizio Cassella. Si sono conclusi oggi con l’elezione delle cariche dirigenti e del comitato nazionale.

L’organigramma uscito da Torino

Il nuovo segretario è Massimiliano Iervolino, esperto di temi ambientali. autore di diversi saggi sui rifiuti e sulla crisi della democrazia, già consulente della commissione Ecomafie. Alla carica di tesoriera Giulia Crivellini, avvocato. Ha promosso ricorsi per l’affermazione delle scelte di fine vita e a tutela dei diritti delle prostitute. Igor Boni, presidente, militante radicale da 34 anni, ha partecipato a tutte le battaglie sui diritti umani e i diritti civili promosse dai radicali ed è esperto di tematiche ambientali. Durante il congresso c’è stato un lungo e commosso applauso in memoria di Massimo Bordin, il giornalista già direttore di Radio Radicale, morto nell’aprile scorso. 

Radicali, i finanziamenti da Soros

I Radicali sono il partito italiano che riceve più finanziamenti da George Soros. Secondo un’inchiesta di Libero, nel 2017 i Radicali Italiani hanno ricevuto 298mila 550 dollari dallo speculatore americano. Un finanziamento tramite la sua Open Society Foundations, per progetti legati all’immigrazione. Riccardo Magi, deputato di +Europa, segretario dei Radicali dal 2015 al 2018, ha confermato i dati. Il plurimiliardario ha elargito la somma «per promuovere un’ampia riforma delle leggi italiane sull’immigrazione». In pratica, il fiume di quattrini era finalizzato a promuovere una raccolta firme. Le 90mila firme necessarie per depositare il progetto di legge di iniziativa popolare “Ero straniero. L’ umanità che fa bene”. «La Bossi-Fini» dice Magi «ha prodotto mezzo miliardo di irregolari in Italia. Con la nostra legge invece, depositata alla fine della scorsa legislatura ma non ancora calendarizzata, chiediamo che ci siano canali d’ ingresso regolari, vogliamo far conciliare domanda e offerta di manodopera.

 

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