Una «giornata normale» nella Roma di Virginia Raggi. Dove il malgoverno uccide più della mafia

lunedì 14 ottobre 12:52 - di Sveva Ferri

Dalle 8 del mattino alle 9 di sera. Il Corriere della Sera di oggi dedica due pagine di reportage alla «vita quotidiana nella Capitale». È un racconto degli orrori, ma la “mafia” di cui tanto si è parlato non c’entra. E infatti non viene mai nominata. Qua si tratta solo di malgoverno tra «borseggi e rifiuti, roghi e gabbiani» che, come spiega il titolo del lungo articolo, scandiscono il ritmo di «Una giornata normale a Roma». Nel resoconto di queste 13 ore in giro per la città, firmato da Fabrizio Roncone, per la verità, non c’è nulla che un romano (o un turista) non sappia. Ma il reportage, con il suo corredo di numeri del disastro Capitale, conquista le pagine nazionali. Ed è la pietra tombale non solo su Virginia Raggi, ma anche sul tentativo del Pd di riabilitarla ora che i giochi di potere impongono di diventare amici.

Nella metro in preda a «bande di bambine nomadi»

Roncone inizia il suo racconto dalla discesa in metropolitana, dove i passeggeri sono facile prede per «bande di bambine nomadi veloci come locuste», borseggiatori sudamericani e persino per un taccheggiatore giapponese detto «Ninja». E poi, ancora, vittime della puzza, dei balordi, dei disservizi e dei guasti, che talvolta – come nel caso del crollo delle scale mobili – finiscono in tragedia. E siamo appena alle 8. Guadagnata di nuovo la superficie, non va meglio. Ore 10: il cielo della Capitale è popolato di gabbiani, che almeno non distinguono tra cittadini di serie A e B: anche l’allora ministro Matteo Salvini fu oggetto di un loro attacco. Ma il bestiario è ampio e variegato e fa della città una specie di diffusa fattoria didattica al contrario, dove gli animali non sono “amichetti” da imparare a conoscere, ma gravi pericoli da scampare. Pena, come capitato in due casi ricordati sul Corriere, rimetterci la vita.

Monnezza e alberi abbattuti: Raggi, altro che Greta

Alle 12 il tema è la spazzatura e quella puzza che non abbandona mai la città, ma che nelle ore più calde si fa insopportabile. Con il noto corollario di allarmi sui gravi rischi per la salute lanciati da medici, presidi e associazioni. I numeri riportati dal Corriere ci ricordano che a Roma, ogni giorno, si producono 5mila tonnellate di rifiuti, che i dipendenti di Ama sono 7800 e «il tasso di assenze è stabilmente sopra il 14%, ferie escluse». Ovvero che «ogni giorno, nelle strade di Roma, ci sono oltre mille netturbini meno del previsto». Non va meglio sul fronte verde pubblico: «Oltre 10mila alberi abbattuti» da quando Raggi è sindaco «e quasi nessuno è stato sostituito».

Le buche che uccidono e gli autobus in fiamme

Altro giro, altro disastro: le buche. Secondo le ultime stime «sono circa 55mila, dieci per ogni chilometro quadrato della rete stradale cittadina». E anche qui il costo che pagano i romani non è solo economico: le buche di Roma uccidono, e spesso a rimetterci di più sono giovani e giovanissimi. Ma, sottolinea Roncone, «alla Raggi è venuta un’idea geniale: invece che rifare il manto stradale, ha deciso di prevedere, in molte strade il limite di velocità di 30 chilometri orari». Questa «giornata normale a Roma» prosegue poi con il centro ridotto a «un po’ suk, un po’ circo», tra ambulanti, abusivi, artisti di strada improvvisati, e con il ritorno in autobus accidentato come l’andata in metro. «Il ritardo è solo una variabile. L’altra sono gli incendi. L’anno scorso, 21 bus in fiamme. Quest’anno – si legge – siamo già a 22».

Virginia Raggi dorme tra due guanciali: il suo e quello del Pd

Infine, alle 21, inizia «la tragica notte dei senza tetto», che sono 8mila e «costruiscono le loro tane fuori dalle stazioni, nei controviali, davanti all’ingresso della sala stampa vaticana». «La sindaca Virginia Raggi, a quest’ora sarà già nel suo letto. Da qualche giorno, raccontano, ha ripreso a dormire serenamente tra due guanciali. Il suo. E – chiosa Roncone – quello che ha regalato il Pd, nuovo e inatteso alleato».

Commenti

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  • Miguel Ragona 16 ottobre 2019

    La mafia c’entra e come con una ordinaria giornata a Roma, è palese che ci sono stati un sacco di sabotaggi quotidiani che la stampa nasconde. A la Raggi li fanno terra bruciata per preparare mentalmente gli elettori alla privatizzazione dei rifiuti di Roma. Quando non ci sia più la Raggi i rifiuti per strada non ci saranno più. Non perché la Raggi era incapace è perché le cricche fanno i suoi affari.

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