Turchia: Nato e Usa consegnano l’ex alleato curdo al loro carnefice Erdogan

giovedì 10 ottobre 13:03 - di Antonio Pannullo

La Turchia, anche se nessuno sembra ricordarselo, è membro della Nato. Un “alleato” dell’Occidente, dunque. Eppure sta conducendo un‘aggressione armata verso uno Stato sovrano, la Siria. L’offensiva peraltro era stata ampiamente annunciata. Ma Nato, Usa e Ue hanno fatto finta di niente e voltato la testa dall’altra parte. L’Occidente, non essendo riuscita a spodestare il legittimo presidente siriano Assad con l’Isis, ora si affida a Erdogan. Che non è né più né meno che un dittatore antidemocratico. L’indignazione occidentale si alza solo se i presunti nemici – come Putin – hanno un qualche successo. La macchina di morte che ha assassinato Saddam Hussein, Gheddafi, l’Afghanistan, si è messa in moto contro Assad. E contro i curdi che pure hanno aiutato nella sconfitta dell’Isis. E non è escluso che ora i terroristi islamici, foraggiati per anni dagli Usa, non riprendano vigore.

 L’aggressione della Turchia è in pieno svolgimento

Sul campo l’aggressione turca è in corso. E la macchina del fango comincia a lanciare fake news. Due ragazzini di 13 e 15 anni sarebbero rimasti feriti a causa di due missili antiaerei lanciati dalla Siria contro la provincia di Sanliurfa, nella Turchia sudorientale. Lo rende noto l’agenzia di stampa Anadolu, accusando le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) di aver lanciato i missili. Abituiamoci a propaganda di questo genere. Le forze armate della Turchia stanno colpendo ”obiettivi mirati” in Siria. Lo ha affermato il ministero della Difesa di Ankara. L’Operazione Fonte di pace lanciata ieri nel nordest della Siria ”va avanti con successo come programmato”. Il ministero ha quindi affermato che ”nella notte l’operazione è continuata via terra e via aria”. Caccia turchi stanno bombardando la città di Ras al-Ain, nella provincia di al-Hasakah, nella Siria nordorientale al confine con la Turchia. Lo riporta l’emittente siriana al-Ikhbariya. Il corrispondente di Sputnik spiega che le forze armate turche si stanno preparando a entrare nel centro di Ras al-Ain. Al momento non si registrano scontri sul campo con le forze curde. I curdi, abbandonati dagli Usa, si difendono come possono. Le Forze democratiche siriane (Fds) hanno rivendicato la distruzione di ”quattro carri armati” dell’esercito turco a Tal Abyad, al confine tra Siria e Turchia. Lo rende noto su Twitter il Rojava Network, affermando che l’operazione è stata condotta nell’ambito del ”diritto legittimo di difendere i civili” e di impedire l’ingresso dei militari turchi a Tal Abyad.

Da Trump lacrime di coccodrillo per i curdi

Intanto il presidente americano Donald Trump cerca di rimediare allo scivolone diplomatico. Si è detto d’accordo con la decisione di imporre sanzioni sulla Turchia se l’esercito di Ankara non agirà in modo ”umano” nel nordest della Siria. Anzi, dice Trump, ci saranno ”molto più che sanzioni” se il presidente Erdogan ”non agirà nel modo più umano possibile”. A proposito dei turchi, Trump ha detto che ”volevano combattere ed ecco che lo stanno facendo. Lo aspettavano da tempo”. Però gli ha lasciato il via libera, anche se Pompeo lo nega.

Commenti

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  • 10 ottobre 2019

    Occidente vigliacco ! Anzi governi occidentali sinistri vigliacchi. Gli occidentali con cuore e cervello sono tutti indignati ! E stavolta anche Trump non ha avuto tanta dignità a mollare in mano all’integralista Erdogan il popolo Curdo che tanto ha fatto per sconfiggere l’ISIS. Vergogna !

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