Strasburgo, Carola Rackete ci attacca e gli eurodeputati applaudono. Salvini: «Vergogna»

giovedì 3 ottobre 13:55 - di Martino Della Costa
Carola Rackete

Carola Rackete contro tutti. Stavolta la capitana attacca direttamente l’Europa. Nella sua audizione davanti alla commissione libertà civili dell’Europarlamento, rilanciata anche su Twitter, tuona: «Ho ricevuto molta attenzione non voluta. Inviti, premi da parte di diversi paesi Europei ed Istituzioni. Tutto dopo essere entrata nel porto di Lampedusa. Ma dove eravate quando noi eravamo lì a chiedere aiuto attraverso tutti i possibili canali legali, mediatici e diplomatici?».

Carola Rackete contro tutti

La comandante accusa tutti. Ce l’ha con tutti. Quegli stessi a cui nei giorni passati in mare aperto prima di forzare il blocco ed entrare nel porto di Lampedusa, infischiandosene del divieto, Carola Rackete ha chiesto aiuto. Appelli rimasti inascoltati: da Malta, che si è limitata a ignorarla. Da Bruxelles, a cui l’attivista tedesca al timone della Sea Watch aveva chiesto di intercedere diplomaticamente con il Viminale. Come pure da Parigi, a cui aveva reclamato l’approdo nel porto di Marsiglia. Eventualità che Macron non ha neppure preso in considerazione, evitando persino di rispondere alla capitana. E oggi lei, glaciale come sempre, non dimentica e non perdona. Oggi, Carola, nella sua audizione all’Europarlamento, punta l’indice contro Ue e Italia in particolare, santificando solo il suo ruolo e il suo operato. Tanto da arrivare demagogicamente a dire: «Non ho salvato la vita di migranti o rifugiati, ho salvato vite umane». Aggiungendo a stretto giro: «E mentre l’omissione di soccorso e i respingimenti per procura sono diventati una pratica istituzionalizzata, il dovere di salvare è stato criminalizzato».

L’attacco di Carola Rackete alla Ue

Niente e nessuno ha contribuito ad ammorbidire la sua posizione polemica e recriminatoria. Neppure la standing ovation che l’Assemblea le ha riservato al suo ingresso, ospitandola proprio nel giorno dei migranti e in occasione della commemorazione della strage del 2013 a Lampedusa. Niente da fare: Carola Rackete non ha fatto sconti all’Ue a cui si è rivolta con un interrogativo che dire accusatorio è dire poco: «Ma dove eravate quando noi eravamo lì a chiedere aiuto attraverso tutti i possibili canali legali, dei media e diplomatici?».

La replica di Matteo Salvini

L’applauso degli europarlamentari non è piaciuto a Matteo Salvini che, appresa la notizia della standing ovation riservata a Carola Rackete, ha commentato: «Non mi sognerei mai di applaudire una comandante che, dopo aver aspettato deliberatamente 15 giorni al largo di Lampedusa per scaricare a tutti i costi degli immigrati in Italia, ha addirittura speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, mettendo a rischio la vita delle donne e degli uomini in divisa. Provo pena, imbarazzo e vergogna per chi ha applaudito Carola Rackete a Bruxelles. L’omaggio alla comandante della SeaWatch3 è un’offesa all’Italia», ha quindi concluso il leader della Lega, ricordando che «nessuno ha ancora smentito la notizia dei tre presunti torturatori di immigrati caricati da Carola e scaricati nel nostro Paese. Cioè in quell’Europa dove qualcuno batte le mani alle Ong».

Commenti

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  • Lorenzo Bonfante 4 ottobre 2019

    l’ipocrisia non ha mai fine, (mi viene alla mente quella battuta: è bello essere generosi con i soldi d’altri)

  • Giuseppe Forconi 4 ottobre 2019

    Si, ha salvato vite umane intascando un succosa cifra per questo capolavoro che ha fatto. Mi vergogno degli europarlamentari che la applaudono, tutta brava gente, non c’e’ che dire.

  • Riccardo Baschetti 4 ottobre 2019

    Quegli osceni applausi rivolti dagli europarlamentari a una criminale che ha violato le leggi del nostro Paese e ha messo a repentaglio la vita di cinque nostri connazionali costituiscono una ennesima dimostrazione che l’Unione Europea e’ guidata da mutanti antisociali delle varianti genetiche “sinistroide” e “globalista”, che causano maggiore empatia per altre incessanti ondate di clandestini potenzialmente delinquenti invece che per gli innumerevoli cittadini europei vittime dei migranti. https://www.youtube.com/watch?v=7eWiw3-TSCM

  • maurizio pinna 3 ottobre 2019

    Non si può restare inerti o addirittura complici di fronte alla Patria svillaneggiata, perchè la Patria è soprattutto la Memoria e nella Memoria ci sono coloro che per Lei si sono scrificati.A quei Soldati Nostri che per la Patria sono andati avanti dedico con profondo rispetto un pensiero del Vate, che da Soldato seppe e volle difenderLa SEMPRE.
    «Ci siamo levati soli contro mostri minacciosi e insaziabili. Ci siamo levati soli contro il mondo dei folli e dei vili. Ci siamo levati soli contro l’immenso potere dei prepotenti, dei menefreghisti e dei voltagabbana. Respiriamo il nostro orgoglio» – Gabriele D’Annunzio

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