Siria, Putin ferma Erdogan. E accusa gli Usa: curdi lasciati soli da Trump

mercoledì 23 ottobre 13:26 - di Giovanni Trotta

Siria, non si placano le polemiche dopo l’accordo di ieri a Sochi tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Mosca accusa Washington senza mezzi termini. Gli Stati Uniti hanno “abbandonato” i loro alleati curdi in Siria lasciandoli affrontare da soli l’offensiva turca. Lo ha dichiarato in una nota il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Dopo l’annunciato ritiro delle forze curde da una fascia di territorio siriano di circa 30 chilometri al confine con la Turchia. “Gli Stati Uniti sono stati gli alleati più stretti dei curdi. Eppure li hanno abbandonati, essenzialmente li hanno traditi. E ora preferiscono mantenere i curdi al confine e praticamente li costringono a combattere i turchi”, ha affermato il portavoce. Secondo Peskov, è “ovvio” che se i curdi non si ritireranno dalla cosiddetta zona sicura al confine, le guardie di frontiera siriane e la polizia militare russa dovrebbero lasciare l’area. In questo caso, i restanti gruppi curdi, ha affermato, verrebbero “annientati” dall’esercito turco.

Siria, giovane curdo si dà fuoco a Ginevra

E per la Siria oggi c’è stata una nuova tragedia. Un curdo della Siria si è dato fuoco oggi davanti alla sede dell’Unchr a Ginevra. I mezzi di soccorso intervenuti sul posto hanno trasferito il ferito in elicottero a Losanna in un ospedale per grandi ustionati. L’uomo è nato nel 1998 ed è domiciliato in Germania. Dopo aver raggiunto il cortile della sede dell’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati si è cosparso di benzina. E poi si è dato fuoco. I soccorritori intervenuti sul posto sono riusciti a mantenerlo in vita. I residenti hanno sentito delle urla intorno alle 7.40 e molti hanno assistito alla scena. La polizia ha reso noto che diverse persone sono in stato di shock.

Erdogan soddisfatto dell’accordo con Putin

Intanto sulla Siria Erdogan ha parlato di un “accordo storico” dopo il lungo colloquio a Sochi con Putin. Erdogan ha insistito sulla cosiddetta “lotta al terrorismo”, l'”integrità territoriale” e la “sovranità” della Siria. Quando l’esercito turco ha invece colpito i nemici dell’Isis, ossia i curdi. Erdogan poi si è smascherato. “In base a questo accordo – ha detto – in territorio siriano non permetteremo la creazione di nessun movimento separatista”. Erdogan si riferisce ai suoi nemici giurati, i curdi. L’incontro tra Erdogan e Putin è andato avanti per 6 ore e 20 minuti. Parlando con i giornalisti, il leader turco ha ricordato come la Turchia ospiti “3,65 milioni di siriani e 350mila curdi”. E ha insistito sul loro rientro in patria. Erdogan ha poi sottolineato come al centro dei colloqui ci sia stata anche la regione nordoccidentale di Idlib, la “zona di de-escalation”. “Siamo soddisfatti per la relativa calma e la riduzione di attacchi a Idlib”, ha detto.

Gli Usa: sulla Turchia l’ombra dei crimini di guerra

Anche dagli Stati Uniti piovono accuse contro la Turchia. La Turchia potrebbe essersi resa responsabile di crimini di guerra in Siria. “Ho visto i rapporti, stiamo cercando di controllarli. Sono orribili e se accurati, e presumo lo siano, si tratterebbe di crimini di guerra”, ha detto il segretario alla Difesa Usa Mark Esper in un’intervista a Christiane Amanpour della Cnn. “I responsabili dovrebbero renderne conto – ha aggiunto -. In molti casi si tratterebbe del governo della Turchia”. “Non possiamo permettere accadano queste cose”, ha puntualizzato.

(Foto: Asianews)

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