Sfera Ebbasta non ne può più degli haters da tastiera: «Vi compastico, vorrei aiutarvi…»

mercoledì 30 ottobre 14:54 - di Alessandra Danieli

«Se tuo figlio spaccia, è colpa di Sfera Ebbasta». È lo stesso trapper, giudice di X Factor,  sulla sua bacheca a mettere il dito nella piaga dell’odio che corre sul web. Basta leggere alcuni commenti ai suoi post. Molto spesso provocatori come i testi delle sue canzoni.

Sfera Ebbasta: I social non devono essere uno sfogo

«Non si drogano per causa tua.. Tu sei un pischello disagiato, che non ha talento… Niente melodia, parole illogiche.. Insomma sei il marcio della musica… Ormai ti stai bruciando… Diventerai un pezzente…istigatore… Viziato che appena ha preso due soldi da sfigati teenager,si è montato la testa… E lavati la faccia che fai schifo». Un attacco velenoso e insultante. Specchio di una tendenza sempre più frequente sui social che prendono di mira un personaggio pubblico e riversano veleno.

Sfera Ebbasta, finito nel mirino delle cronache per la strage di Corinaldo nella discoteca Azzura stracolma di fan per un suo concerto, preferisce rispondere con distaccata saggezza. Anzi ne approfitta per una lezione di civiltà. E una riflessione sociologica sui social network, appena velata di ironia. «I social secondo me dovrebbero essere utilizzati come svago e non come sfogo, invece mi sembra che molta gente abbia solo i social network per sfogare la propria rabbia\frustrazione», scrive dedicando una serie di tweet agli “odiatori” di professione.

Agli haters da tastiera: «Vi compatisco»

«Ed ecco spiegati gli haters da tastiera, però io giuro vi capisco e compatisco, vorrei aiutarvi», aggiunge il  popolare trapper. Molto critico verso gli atteggiamenti dei giovani, suoi coetanei. «Su Twitter mi annoio a vedere gli over 20 stressati dalla vita».

L’ultima bufera suscitata dalla star riguarda un post un cui lo si vede farsi un selfie a bordo di un elicottero mentre sorvola Cinisello Balsamo. Con una didascalia provocatoria: Quando passa un elicottero saluta, potrei essere io. Un’esibizione di ricchezza giudicata un fuor d’opera dai suoi stessi beniamini che lo accusano di megalomania e narcisismo.

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