Sfera Ebbasta fuori dai programmi Rai. Il centrodestra: «Era ora…»

venerdì 22 febbraio 12:53 - di Elsa Corsini

Carlo Freccero ha perso. E con lui la retorica dell’audience, del giovanilismo finto-trasgressivo, dell’edizione riveduta e corretto dello spinello libero anni ’70. Sfera Ebbasta, il popolare trapper finito alla ribalta delle cronache dei non addetti ai lavori (della sua arte) per la tragedia della discoteca di Corinalto (dove, al termine del suo concerto, persero la vita 8 persone), non sarà tra i quattro giudici di The Voice, il talent condotto da Simona Ventura sul Rai2. La notizia dell’ingresso nella giuria del  discusso cantante che manda in estasi i giovanissimi ha subito scatenato una tempesta di polemiche. Fino allo stop decretato dall’amministratore delegato di viale Mazzini, Fabrizio Salini, che, per effetto domino, avrebbe anche causato il forfait di Fremantle, la casa produttrice di The Voice, anche se il direttore di Rai2 scommette che il progetto va avanti. «La trasmissione si farà a partire dal 23 aprile troveremo al più presto un sostituto di Sfera Ebbasta», dice Freccero che punzecchia, «pensavo che la Rai fosse pronta a giustificare il politicamente scorretto in musica. Ma non è così».

Dopo i fatti di Corinaldo, spiega il direttore di Rai2, «ero consapevole che l’alone della strage inevitabilmente pesasse ancora su Sfera e mi sono soltanto chiesto se ci fossero pendenze giudiziarie a suo carico. Avendo avuto garanzia che non c’erano problemi legali, ho dato il mio via libera». Via libera che però si è infranto davanti alla bocciatura di Salini.

Maurizio Gasparri è tra i primi a intervenire soddisfatto dello sfratto di Sfera. «Plaudo alla decisione dell’Amministratore delegato della Rai di escludere da una trasmissione musicale il cosiddetto Sfera Ebbasta, che doveva addirittura fare il giudice. La libertà dell’arte e del pensiero devono essere tutelate in ogni sede. Ma ciò – spiega il senatore di Forza Italia – non può portare a tollerare, soprattutto sul servizio pubblico, la presenza di chi scrive e diffonde testi dai contenuti incredibili e devastanti. Con una attenzione e un successo tra i giovanissimi che dovrebbero indurre tutti quanti alla riflessione».

Fabio Rampelli non è da meno. «Ho appreso la notizia della scelta del trapper tra i giudici del talent della seconda rete Rai con indignazione. Oggi sono soddisfatto – commenta il vicepresidente della Camera di Fratelli d’Italia – che il buon senso abbia prevalso su altre logiche. Qui non si tratta di censura, di pregiudizi da parte di una Rai bacchettona, modello anni ’60, ma della scelta del servizio pubblico di non regalare ulteriore popolarità e i riflettori di prima serata a chi esibisce la droga come una medaglia, pessimo esempio per i giovani che di tutto hanno bisogno meno che di un “idolo”, indagato dalla Procura di Pescara per istitazione all’uso di stupefacenti. Di un  presunto “artista” che scrive canzoni che pullulano di volgarità e oscenità irripetibili». Sotto accusa, da parte dei vertici Rai, non solo la mancanza di chiarimenti (e di cordoglio) ai familiari delle vittime della tragedia nella discoteca di Corinaldo, ma anche i testi delle sue canzoni.

Alla notizia del bye bye al trapper è arrivata la decisione di Fremantle che sbandiera un accordo già raggiunto che prevedeva oltre alla Ventura per la conduzione anche Sfera Ebbasta, Gué Pequeno, Morgan ed Elettra Lamborghini come coah tel talent. I diritti del programma appartengono alla Toro, quindi il problema non è la sopravvivenza di The Voice ma, secondo il direttore nazionalpopolare di Rai2, il no a un giurato che avrebbe garantito una Rai più contemporanea.

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