Russiagate, Conte impallinato per la furbata contro Salvini: «Più dell’onore poté la poltrona»

giovedì 24 ottobre 11:33 - di Massimo Baiocchi
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La furbata di Conte al Copasir ha provocato reazioni a raffica. Ha raccontato la “sua” verità e se l’è cavata accusando il leader della Lega per il Russiagate. Restano molte perplessità. La replica è arrivata subito: «Per quanto riguarda le mie missioni in Russia è tutto alla luce del sole. C’e’ un’inchiesta in corso dalla quale non è emerso nulla», ha detto Matteo Salvini a Zapping su Rai Radiouno. «Se qualcuno ha fatto cose poco serie verrà dimostrato. Io vado a Mosca, come a Washington, per difendere le aziende italiane».

Dopo Salvini, anche Berlusconi e FdI intervengono su Conte

Anche Silvio Berlusconi è intervenuto. «Ho già garantito, per le conoscenze che ho avuto direttamente dal vertice russo, che a Salvini non è stata data nessuna moneta».

«Il presidente Conte», ha affermato Adolfo Urso (FdI), «ha ritenuto di ricostruire la vicenda. Lo ha ritenuto opportuno, ha detto, per portare serenità agli organi di sicurezza. Quello che a me appare strano è che nella stessa conferenza, in cui avrebbe dovuto portare serenità, ha ritenuto di attaccare il ministro degli Interni del suo precedente governo. E lo ha attaccato per attività svolte quando era ministro».

«Non mi sembra questo il modo migliore per portare la serenità», ha aggiunto Urso. «Conte ha ritenuto di fare una conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo la sua audizione al Copasir. In questi 16 mesi, in questa legislatura in cui io faccio parte del Copasir non è mai accaduto».

La risposta della Lega al premier

«Gli italiani vedono un Conte sempre più confuso», la risposta della Lega al premier. «Tira in ballo Mattarella, gli americani e i servizi segreti. Ogni giorno insulta Salvini. Ma intanto presenta una manovra economica fondata su tasse, tagli, burocrazia e manette. Più dell’onor poté la poltrona».

In soccorso di Conte arriva Zingaretti. «Su Salvini ha ragione da vendere, perché su fatti gravissimi denunciati da organi di stampa,da un leader politico ci si aspetta una versione, spiegare se è vero o non è vero, le sue ragioni». Il problema è che la Rai ha costruito un programma contro un avversario politico del governo. Con un’inchiesta killer gettata in pasto ai telespettatori senza un minimo di contraddittorio. Ma su questo il leader del Pd non dice una parola.

Ci sono molti particolari della versione di Conte che non convincono. Ad esempio, non è chiaro quali informazioni siano state consegnate al ministro della Giustizia a stelle e strisce. Ufficialmente, Conte ha ribadito che non è stato trovato nulla di utile per gli americani. E che agli americani stessi non è stato rivelato niente di niente. Versione che convince davvero poco: perché, allora, sono stati organizzati altri due incontri?

 

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