Russiagate, Conte al Copasir nega tutto e fa la vittima: «Sono state dette tante falsità»

mercoledì 23 ottobre 19:56 - di Redazione
Conte al Copasir

Riflettori accesi sull’intervento di Conte al Copasir sul Russiagate. Alla fine esce fuori solo la “sua” verità, nient’altro che la “sua” verità. Con tanto di numeri e codici, «Sono intervenuto al Copasir ai sensi dell’art. 33 della legge 124», afferma in conferenza stampa. «Si prevede che il responsabile dell’autorità del controllo dell’intelligence debba riferire semestralmente. Quindi non sono stato convocato sul caso Barr, ma io stesso – non appena ho saputo della nomina del nuovo presidente – ho scritto che si svolgesse quest’incontro ordinario e con l’occasione non mi sono affatto sottratto».

Conte al Copasir si veste da vittima

Tutte falsità, secondo Conte. Falsità sui tweet con Trump («mai parlato con lui dell’inchiesta»). Falsità pure sulla vicenda Barr: «C’è stata una serie di ricostruzioni fantasiose che rischiano di gettare ombre sul nostro impianto istituzionale.  È stato detto che la richiesta americana di uno scambio di informazioni è stata fatta in agosto durante la crisi di governo. Falso, la richiesta risale a giugno».

La richiesta è «arrivata non a me ma da canali diplomatici». Confermo – ha precisato Conte al Copasir- «che ci sono stati due incontri. Il primo il 15 agosto, ma non si è svolto in un bar. Si è svolto nella sede di piazza Dante del Dis, la sede più istituzionale e trasparente possibile. Il secondo incontro si è svolto il 27 settembre. Ed è stato chiarito che alla luce delle verifiche fatte la nostra intelligence è estranea in questa vicenda. Abbiamo rassicurato gli interlocutori Usa su questa estraneità e ci è stata riconosciuta. Non hanno elemento di segno contrario».

«Il presidente del Consiglio ha l’alta direzione e la responsabilità della politica dell’informazione sulla sicurezza. E non la può condividere con con alcun ministro per il bene della Repubblica. E non la può, e non la deve condividere con alcun leader politico».

«Se ci fossimo rifiutati» di ascoltare le richieste americane «avremmo arrecato» dei danni alla nostra intelligence e sarebbe stato «un atto di scortesia» nei confronti di un alleato storico. Poi la stoccata (tanto per non cambiare) a Salvini: «Io ho detto la mia verità, lui tace su Moscopoli». Sì, Conte ha detto la “sua” verità. Che non è detto debba corrispondere alla verità.

Commenti

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  • Leonardo Corso 24 ottobre 2019

    Hahahahah caro Giuseppi questa é la tua verità ma???? Forse é meglio tacere?? Questioni TOP SECRET?

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