Renzi fa il “dolce” mentre Di Maio e Zingaretti consumano la cena della congiura. E li frega

mercoledì 9 ottobre 11:48 - di Valeria Gelsi
renzi

I sospetti, gli sgambetti, le frecciate e le strategie per mascherarli. La rassegna stampa di oggi è un formidabile compendio di tutto l’arsenale in uso nella guerra tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte, affiancato dai luogotenenti Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti.

Il «patto anti-Renzi»

«Nuove alleanze e patto anti-Renzi. Vertice tra Zingaretti e Di Maio», titola Repubblica. L’articolo riferisce di una cena al circolo degli Esteri in cui i due maggiori azionisti di governo avrebbero siglato una santa alleanza per «tenere a bada» il leader di Italia Viva. «Io prepotente? Al premier do solo dei consigli. Non sono Salvini», è la replica di Renzi che arriva dal Corriere della Sera. L’articolo è costruito su post pubblici e ricostruzioni private, con cui l’ex segretario Pd spiega di avere molto chiara la strategia dei parenti serpenti di Pd e M5S. «Vogliono farci passare come i cattivi», avrebbe detto Renzi ai suoi, secondo il retroscena.

«Conte è ossessionato da me»

«Se Conte è ossessionato da me, io non sono ossessionato da lui. E questa storia che racconta qualcuno per cui io vorrei far cadere il suo governo è una cretinata», avrebbe detto ancora Renzi al suo partito. «Non intendo fare polemica con il premier. Per me questo scontro deve finire. E faccio il primo passo evitando di rispondere alle accuse di “prepotenza”», ha poi comunicato “in chiaro” Renzi, attraverso un lungo post sulla sua pagina Facebook. Dunque, se la loro strategia è farli «passare come cattivi», è ampiamente smascherata. E utilizzata dall’ex segretario Pd a proprio favore, come le tecniche di certe arti marziali che utilizzano la forza dell’avversario per atterrarlo.

Il gioco delle parti e il ribaltamento dei ruoli

Mentre dai social, infatti, rimbalzava l’annuncio della tregua di Renzi, nei corridoi iniziava a circolare la voce di una cena degli intrighi per farlo fuori. Ed è poderoso il racconto che su Repubblica ne fa Tommaso Ciriaco, adottando una prosa da noir: «Lunedì sera, circolo degli Esteri. Un club esclusivo, adagiato lungo il serpentone del Tevere. Dal piano terra sale il profumo di un evento dell’Accademia di cucina. Al primo piano, in una saletta riservata, c’è un solo tavolo. Siedono in due: Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio». Il resto è la cronaca di come Di Maio e Zingaretti si siano accordati per un reciproco «patto di lealtà» che consenta di «tenere a bada» Renzi. È la cronaca di una congiura e di come Renzi sia riuscito a ottenere ancora una volta ciò che voleva. «Vogliono farci passare per cattivi», ed ecco qua che i cattivi diventano loro.

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