Quella sinistra che nega l’evidenza: Giulietti trasforma gli agenti di Trieste in “morti sul lavoro”

lunedì 7 ottobre 17:01 - di Natalia Delfino

Vietato dire che li hanno ammazzati. Meglio dire che «sono rimasti uccisi». Vietato dire che li ha freddati un pazzo o un criminale o entrambe le cose – si vedrà – che ha sparato a bruciapelo. Meglio dire che sono «morti sul lavoro». A leggere i commenti di certa sinistra sembra quasi che gli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, uccisi a Trieste, siano morti per una tragica fatalità. Magari per un ramo caduto sulla loro auto. E non, come è stato, perché il domenicano Alejandro Augusto Stephan Meran li ha assassinati sparando all’improvviso oltre 20 colpi da due pistole.

I poliziotti di Trieste diventano «morti sul lavoro»

A farsi notare per questa vergognosa narrazione è stato, per primo, il presidente della Camera, Roberto Fico, che anche dallo scranno più alto di Montecitorio non sembra mai dimenticare la sua formazione nei centri sociali. Per lui i due poliziotti sono «rimasti uccisi». È andato oltre Beppe Giulietti, già deputato di sinistra e oggi presidente della Federazione nazionale stampa italiana. Giulietti si è premurato di cinguettare che «i due poliziotti uccisi a Trieste vanno considerate due vittime di quella infinita strage che si chiama morti sul lavoro».

Giulietti e la #psichiatriademocratica

Entrambi ne hanno ricavato una sequela di critiche e talvolta di veri e propri insulti da parte degli utenti twitter, che hanno percepito e rigettato il tentativo di minimizzare e perfino mistificare quanto successo a Trieste. Fra gli altri a rispondere è stato anche il direttore del Secolo d’Italia, Francesco Storace, che se a Fico ha dedicato un articolo per ricordare che «deve rispettare quei poliziotti assassinati e non “rimasti uccisi”», a Giulietti ha replicato nell’unico modo possibile: «Il tuo modo di twittare invece è #psichiatriademocratica».

Commenti

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  • Giardi gaetano 9 ottobre 2019

    Di giulietti si puo’ dire quello che si vuole ma lui e’,e’ stato e sempre sara’ fazioso di una faziosita’ criminogena ma evidentemente questo suo modo di essere produce bene e genera il sostegno convinto dei compagnucci della parrocchietta comunista-comunista. Mi sorge comunque un dubbio che quella congrega di menti non sia strutturalmente integrata nel sistema di dominio che si avvale delle peggiori menti in giro per il mondo.

  • Maurizio Giannotti 8 ottobre 2019

    Giuseppe Giulietti?? Uno dei più faziosi personaggi mai esistiti in RAI. Sempre propagandista. Sempre bandiera rossa in cima ad ogni servizio in rete trasmesso. Ed è pure a capo di un’organizzazione di giornalisti ultra faziosi, tutti, ovviamente, Compagni!!!!

  • sergio la terza 8 ottobre 2019

    L’avevo sentito a STASERA ITALIA(rete4)una cazzata del genere propinata dalla giornalista finta bionda.-Non capisco però come vengano invitati giornalisti/e del genere;risparmiate i soldi per la partecipazione a certe teste che credono di evidenziarsi sparando stupidate da Legge Bisaglia.-

  • mario galletti 8 ottobre 2019

    questo Giulietti è proprio un cervello bollito

  • Nino 8 ottobre 2019

    E’ risaputo come certa sinistra sia intollerante verso le forze dell’ordine !!!

  • Carlo Soricelli 8 ottobre 2019

    Ma perchè mai i due poliziotti non sono da considerare morti sul lavoro? Incredibile non annoverarli tra i morti sul lavoro. chi scrive è il curatore dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it da 12 anni montiro i morti sul lavoro e poliziotti, carabinieri, soldati dell’esercito, Guardia di finanza, Vigili del Fuoco sono sempre stati considerati morti sul lavoro. Sarebbe opportuno invece scandalizzarsi nel sapere che a tutti gli effetti tutte le Forze Armate e tantissime categorie, solo per non essere assicurati all’INAIL spariscono dalle statistiche delle morti sul lavoro. Questo si che è uno scandalo

    • Francesco Storace 8 ottobre 2019

      roba da manicomio

  • Robert Schalaudek 7 ottobre 2019

    VERGOGNA !

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