Partigiani scatenati: contro la destra arruolati De Magistris e Lerner

giovedì 17 ottobre 15:43 - di Redazione

Gad Lerner e Luigi De Magistris. O partigiano, portami via, cantano ormai in un duetto a distanza. Contro la destra, contro chiunque non si adegui alle ricostruzioni storiche della sinistra. Il “premio” per i tanti “Bella ciao” cantati in piazza negli ultimi tempi è arrivato. A Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, è stato consegnato oggi un bel tesserino dell’Anpi, l’associazione dei partigiani. Il Presidente provinciale dell’ANPI, Antonio Amoretti gli ha consegnato a tessera 2019 dell’Anpi con cerimonia ufficiale al Comune.

Il primo cittadino, membro onorario da alcuni anni dell’Associazione, ha definito la consegna della tessera “un grande onore” e di essere “visibilmente commosso”. Commosso, quasi alle lacrime. La campagna di “arruolamento” dell’Anpi, in giro per l’Italia, dunque, prosegue. E i candidati non mancano…

Lerner intervista i partigiani ancora in vita

Gad Lerner, reduce dalla “provocazione” del settembre scorso, è tra coloro che aspira a un posto in prima fila tra i reduci della Resistenza.  L’ultima partnership, ieri, ad Ancona, dove il giornalista ha intervistato i partigiani Maria Santiloni Cavatassi, classe 1928, e Paolo Orlandini, 95 anni, il “comandante Millo”. Erano loro alla guida della brigata Basso Musone e del Gruppo Cingoli. L’intervista è stata realizzata nell’ambito del progetto di realizzazione di un primo archivio nazionale delle video-testimonianze. Interviste realizzate dalle partigiane e dai partigiani viventi, promosso dalla presidenza nazionale Anpi. Quanto basta per essere “arruolati” alla causa dell’Anpi…

Commenti

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  • maurizio pinna 17 ottobre 2019

    All’ANPI darei la medaglia per la “distorsione” della Storia. Non ho mai sentito un ente mentire così smaccatamente, ma le conferirei anche una medaglia quale seminatrice di zizzania e odio, nonché una per la sagacia nel continuare a tenere separati gli Italiani su un’ideologia che è fuori da ogni tempo. In un certo periodo, tra varie attività, ho svolto un seminario di storytelling su guerriglia e controguerriglia presso un prestigioso Istituto Nazionale, avendo a disposizione non le chiacchiere dei “nuovi partigiani” , bensì le memorie REGISTRATE di personaggi che dall’una e dall’altra parte avevano operato. Per brevità: la loro memorialistica usa spesso il termine BATTAGLIA, non ci fu MAI alcuna battaglia, le brigate contavano al massimo 400 uomini, e secondo il Nomenclatore Militare dell’epoca la battaglia la conduceva l’Armata di circa 80mila uomini. “A fianco” degli Alleati…metaforicamente, perché per condurre un atto tattico con gli US occorreva avere un dispositivo e una tale varietà di mezzi impensabile nei partigiani. Anche durante in conflitto Balcanico degli anni 90 gli US operarono da soli, solo in Afghanistan, anche per il particolare assetto tattico imposto dal tipo di terreno qualcosa insieme lo si fece.

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