Nuovo schiaffo giallo-rosso alla polizia: la legge per schedare gli agenti arriva alla Camera

giovedì 31 ottobre 13:37 - di Redazione
polizia

L’idea è vecchia e da sempre controversa. Ora, però, il Pd è riuscito a farla arrivare in Commissione Affari Costituzionali. E così alla Camera si inizierà a discutere la legge per il numero identificativo sui caschi dei poliziotti. Una «schedatura», secondo molti, a partire dai sindacati di polizia.

La schedatura piace anche al M5S

La misura, si diceva, è una vecchia idea che circola da anni a sinistra. E che, più di recente, è stata adottata anche dal M5S. È il quotidiano Il Tempo, rivelando l’approdo parlamentare della legge, a ricordare che il M5S aveva messo il codice identificativo per gli agenti anche nel programma elettorale. L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, però, aveva bloccato la schedatura. Ora che il governo giallo-verde si è trasformato in giallo-rosso la proposta torna in auge, insieme a quella delle telecamere sulle uniformi, che invece viene sposata anche dai sindacati.

Le premesse della legge e il richiamo al G8

La legge spiega che il codice identificativo deve essere riportato su entrambi i lati e sul retro del casco e che deve essere «chiaramente visibile» anche sulla divisa. Per capire lo spirito che anima il provvedimento, poi, basta leggere le parole della prima firmataria Giuditta Pini. La deputata Pd nella premessa sostiene che, viste le «funzioni molto delicate» degli agenti, «è bene che a tali responsabilità corrispondano anche adeguati strumenti per la tutela dei cittadini da eventuali abusi del diritto che occasionalmente si potrebbero verificare». Il tema, insomma, viene affrontato con cautele e smussato. Ma poi l’esponente dem rievoca i fatti del G8 di Genova.

I sindacati di Polizia: «Una vergogna»

«Siamo fortemente contrari, è una vergogna. Abbiamo duemila feriti l’anno e si pensa a mettere un identificativo agli agenti, invece di occuparsi dei criminali travestiti di manifestanti che sfasciano le città», è il commento di Domenico Pianese, segretario generale del Coisp, il sindacato che ha promosso la protesta dell’altro giorno contro il governo. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i sindacati di polizia Sap e Siulp Roma, per i quali il numero identificativo è «una vergogna» e «non certo una priorità». Aperture, invece, si registrano sulle telecamere.

 

Commenti

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  • Francesco 31 ottobre 2019

    Gli agenti di polizia hano una sigla identificativa in tutti i paesi occidentali e democratici.
    Di cosa si ha paura ? I feriti nel corso del loro dovere sono da encomiare e sostenere, e l’eventuale identificazione non c’entra nulla , in quanto e’ solo un numero , la cui corrispondenza nominativa e’ nota solo al corpo d’appartenenza.

    • Francesco Storace 2 novembre 2019

      Purtroppo non sarebbe così

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