Movimento Cento Espulsi: rivolta contro Di Maio, scatta l’epurazione

domenica 6 ottobre 11:32 - di Monica Pucci

Di Maio nel mirino. Dalla Carta di Firenze firmata da decine di “scettici”, alla raffica di espulsioni nel M5S. Un passo breve, perentorio, crudele. La difficoltà di spiegare ai propri elettori l’alleanza con i nemici di sempre, il Pd, prima imbarazza i dirigenti ma poi finisce per spaccare anche la base. Ed ecco, che tra uscite volontarie ed espulsioni, il M5S vive il suo momento più buio.

“Il Movimento cambia pelle, i probiviri lavorano sottotraccia per risolvere — anche in modo drastico — i casi irrisolti. Segno delle tensioni che serpeggiano tra la base e che si sviluppano in molte Regioni”, scrive oggi il Corriere della Sera. Secondo il quotidiano milanese, il 30 giugno i tre probiviri, in un post, davano il la alla stretta. «Le segnalazioni pervenute dall’11 dicembre 2018 ad oggi sono 1822, di queste 274 hanno evidenziato possibili violazioni dello statuto e/o codice etico e sono state prese in carico dal Collegio», scrivevano, annunciando l’avvio di «109 procedimenti disciplinari, di cui 81 nei confronti di consiglieri comunali, municipali e parlamentari».

In cento cacciati via dal M5S

Sono dunque stimati in un centinaio i “fuoriusciti” , cacciati o convinti ad andarsene a vario titolo dal Movimento.  I contrasti sarebbero emersi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale, dalla Sardegna al Lazio. Ma è a Firenze l’epicentro della crisi politica dei griillini.

L’obiettivo resta Di Maio

C’è chi come il senatore Mario Giarrusso afferma ad Affaritaliani che l’idea «è assolutamente condivisibile». «Io non ho partecipato all’iniziativa di Firenze e quindi la Carta non l’ho firmata, l’ho vista solo online, ma ne condivido lo spirito che è quello del M5s». Secondo il Corriere, gli scazzi, le liti, le espulsioni, precedono non casualmente la Kermesse Italia 5 Stelle, l’appuntamento annuale di ritrovo degli esponenti pentastellati prevista a Napoli sabato e domenica prossimi. Ci saranno i soci dell’Associazione Rousseau (Davide Casaleggio, Massimo Bugani, Enrica Sabatini e Pietro Dettori) a menare le danze. E a ricordare a tutti l’ortidossia grillina, ma a Napoli dovrebbe esserci anche Beppe Grillo. E Di Maio? Forse ci sarà, come forse ci sarà anche Conte, il probabile, possibile futuro leader del Movimento.

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