Manovra, Gualtieri prepara una svolta “gretina”: nuove tasse, con la scusa dell’ambiente

4 Ott 2019 13:07 - di Antonio Marras

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri punta a una manovra “gretina”. Nel segno del nuovo ambientalismo di facciata che l’idolo della sinistra, la ragazzina Greta Thunberg, annunciano misure fiscali nel segno del “verde”, come i “green bond“. «Nella ricerca di una economia sostenibile ci sono stati progressi ma non siamo su un sentiero di sviluppo sostenibile. Abbiamo bisogno di un cambio di passo. E il governo vuole impegnarsi a realizzarlo anche se non sarà possibile senza il dialogo e il sostegno della società». Lo ha sostenuto Gualtieri nel suo intervento alla presentazione del Rapporto Asvis in corso all’Auditorium di Roma. «Il governo emetterà green bond indirizzati alla sostenibilità e sono fiducioso che avranno un’accoglienza positiva presso gli investitori». L’annuncio è categorico, da parte del ministro dell’Economia, che però non spiega dove prenderà i 14 miliardi di euro di copertura.

Manovra, l’attacco di Brunetta

«Il ministro Gualtieri ha confermato che serviranno 14 miliardi per neutralizzare le clausole di salvaguardia Iva e quel poco altro che il nostro bilancio da straccioni ci consente di fare. Se non cambierà idea, il Governo intende ricavare – già dal prossimo anno – più di 7 miliardi all’anno dalla lotta all’evasione. È impossibile e dannoso» scrive in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

«L’Italia – aggiunge – è uno dei pochi Paesi che analizza e pubblica i dati sul cosiddetto “tax gap” nelle sue due componenti, il “compliance gap” e il “policy gap” . Il compliance gap è costituito soprattutto (ma non solo) dall’evasione e dall’omesso versamento dei tributi. Il policy gap è principalmente dovuto alle agevolazioni fiscali (cosidetto tax expenditures). – sostiene Brunetta, secondo cui “l’osservazione del compliance gap serve, tra l’altro, a monitorare l’efficacia della lotta all’elusione fiscale”. «Il rapporto annuale, consultabile sul sito del Mef e allegato alla Nota di aggiornamento al Def 2019, dice che ci sono voluti ben 5 anni (dal 2012 al 2017) per ridurre il gap di 4,5 miliardi. L’idea che in un solo anno possa essere ridotto di ulteriori 7 miliardi è semplicemente irrealistica», conclude l’economsta.

Critiche anche da Cottarelli

«L’azione di revisione della spesa nell’ambito della manovra è modesta». Così il direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici Carlo Cottarelli ai microfoni di “Radio Capital” a Circo Massimo. «La sostanza è che si è trovato solo 1,8 miliardi – aggiunge – quando anche negli altri anni senza fare tanto si riuscivano a trovare 4-5 miliardi. Inoltre, c’è un’area di incertezza di questi 7,5 miliardi che dovrebbero essere recuperati dalla lotta all’evasione. Io credo l’evasione fiscale sia una questione che va presa seriamente e che bisogna essere ambiziosi nelle misure ma prudenti nei risultati. Perché non è facile calcolare quanto si recupera».

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