Ius culturae, ripreso alla camera l’esame del provvedimento. Ma il M5S rimane tiepido

venerdì 4 ottobre 13:12 - di Redazione

Prosegue l’iter del cosiddetto ius culturae. La Commissione Affari costituzionali della Camera ha ripreso oggi l’esame del ddl, iniziato a ottobre 2018 e immediatamente sospeso. Lo ha annunciato in Commissione il presidente 5Stelle Giuseppe Brescia, relatore, in sostituzione di Roberto Speranza. L’esame riprenderà con le audizioni di Anci e Unicef. Brescia ha reso noto il calendario. “Informo che su materia analoga a quella oggetto della proposta di legge già in esame, va alla I Commissione la proposta di legge C. 717 Polverini (FI). È stata altresì annunciata la proposta di legge C. 920 Orfini (PD), non ancora assegnata alla Commissione. Pertanto la proposta di legge C. 717 può essere fin da oggi abbinata alla proposta di legge C. 105 (a prima firma Boldrini ndr). Mentre la proposta di legge C. 920 sarà abbinata non appena assegnata alla Commissione”. Brescia ha poi ricordato che nel calendario della Commissione ci sono due decreti-legge. Ossia il conflitto di interessi e la legge di delega in materia di semplificazione. Nelle prossime settimane ci concentreremo principalmente su questi provvedimenti” ha concluso il deputato dei 5Stelle.

Lo ius culturae ora sarà sottoposto alla Rousseau

Ma i grillini continuano a essere piuttosto tiepidi sull’argomento. Per loro non sembra una priorità come per il Pd, “Voglio precisare quanto detto in precedenza sulla piattaforma Rousseau. Ho parlato della nostra piattaforma come strumento di democrazia interna”. Lo dice la deputata Vittoria Baldino dei 5 Stelle. L’esponente grillina ieri dopo i lavori in commissione Affari costituzionali aveva detto che il tema sarà sottoposto alla consultazione su Rousseau. “Il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni politiche è stato costruito su Rousseau. E sempre sulla nostra piattaforma è stato votato l’accordo con il Partito Democratico. Ma in nessuno dei due documenti è presente lo ius culturae. Ecco perché, per il MoVimento, non è da considerarsi una priorità”, conclude.

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