Cittadinanza facile, lo Ius culturae è una trappola: ecco che cosa si nasconde dietro

mercoledì 2 ottobre 9:52 - di Souad Sbai

Il partito della “cittadinanza facile” è tornato all’attacco. Di nuovo al governo, al solito senza passare per le vie democratiche. Ecco gli esponenti di punta ergersi nuovamente a paladini della “civiltà”, perorando la causa di uno Ius culturae che poco si discosta dallo Ius soli già chiaramente bocciato dalla maggioranza degli italiani.

Cittadinanza facile per la “non santa alleanza”

È terreno, quello della cittadinanza, su cui Pd, 5 Stelle, Italia più morta che viva e le altre formazioni di sinistra, stanno cementando le fondamenta ideologiche di una “non santa” alleanza assetata sia di poltrone che di voglia di trasformare l’Italia in una dittatura dolce, dove non avrà cittadinanza tutto ciò che è critico o contrario al terzomondismo multiculturalista e al neo-estremismo ambientalista alla Greta.

Si tratta di uno Ius soli posticipato

Conferire la cittadinanza ai minori arrivati in territorio italiano entro i 12 anni che abbiano concluso le elementari o 5 anni di scuola? Rendere il provvedimento retroattivo in modo da applicarlo alle seconde generazioni adulte? Uno Ius Soli posticipato solo di qualche anno, che acquieterebbe le smanie del popolo delle primarie e dei centri sociali, nonché degli immigrazionisti per convenienza dei vari partiti, i quali guardano con l’acquolina in bocca all’arricchimento del proprio bacino elettorale con un numero di nuovi potenziali elettori che secondo varie stime si aggira attorno al milione.

Non basta un pezzo di carta

Le Boldrini, gli Orfini e i Brescia, relatore pentastellato della legge, con la benedizione del premier Conte, del duo Renzi-Boschi e non solo: costoro si rendono conto che per essere cittadini non basta un pezzo di carta? Sanno che cittadinanza non è sinonimo d’integrazione? Nella sua foga immigrazionista, la sinistra non tiene minimamente in considerazione passaggi fondamentali e obbligatori senza i quali una vera cittadinanza e una vera integrazione non sono possibili.

L’inganno delle prediche

L’istruzione come strumento d’integrazione, predica ingannevolmente la rediviva Boldrini. Ma per un minore sono sufficienti 5 anni per acquisire un’adeguata conoscenza della lingua e delle leggi, della cultura, della società e del modo di vivere in Italia? Non sarebbe opportuno invece stabilire come requisito indispensabile per poter accedere alla cittadinanza lo svolgimento di un lavoro che consenta un’indipendenza economica?

Il caso delle piccole maghrebine

Se ha così a cuore l’educazione dei bambini figli d’immigrati, perché l’ex presidente della Camera non si è mai preoccupata di quel 60 per cento di piccole maghrebine a cui i genitori impediscono di terminare persino la scuola dell’obbligo? Perché allora non comincia a preoccuparsi oggi di assicurare un percorso formativo adeguato a queste giovani, in modo che attraverso il completamento del ciclo di studi fino alla maturità possano davvero integrarsi, affrancandosi dall’ambiente fondamentalista nelle quali sono nate e cresciute senza diritti e libertà. Che uso altrimenti potranno fare della cittadinanza?

Cittadinanza facile e crisi migratoria

Inoltre, non è più possibile continuare a separare la questione della cittadinanza dalla crisi migratoria. Al pari dello Ius Soli (tout court o temperato che sia), lo Ius Culturae che andrà in discussione alla Camera il 3 ottobre, costituirebbe un ulteriore incentivo all’esodo migratorio che si sta abbattendo innegabilmente sull’Italia da Africa, Asia e Medio Oriente. Oppure questo è l’obiettivo? Semplicemente illudere gli aspiranti migranti di tutto il mondo che in Italia, grazie al nuovo regime, si possono ottenere facilmente vantaggi e agevolazioni, come la residenza, il diritto al ricongiungimento, sussidi economici e l’inserimento nel mondo del lavoro? Tutto purché giungano a frotte, con i barchini dei trafficanti spietati .

L’opposizione di centro-destra annuncia le barricate di fronte a quest’ennesimo attacco della sinistra, ma mobilitare gli italiani non basterà a impedire l’approvazione di una riforma della cittadinanza fatta a immagine e somiglianza della Boldrini, come non è bastato a impedire la formazione del nuovo esecutivo.

L’opposizione deve elaborare una risposta adeguata sul piano parlamentare e legislativo, facendo leva in maniera compatta sulle contraddizioni della maggioranza giallorossa. Insieme all’immigrazionismo, questa sembra ora voler giocare anche la carta del giovanilismo d’accatto in stile Di Maio, corteggiando la “maturità” dei sedicenni per recuperare la legittimità democratica mai conseguita. Verso la democrazia, però, il governo continua realmente a mostrare solo disprezzo e indifferenza.

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