Italia Viva, critiche e sfottò a Renzi per il simbolo. E gli ideatori reagiscono: «Ve lo spieghiamo noi»

giovedì 24 ottobre 9:49 - di Redazione
manovra Italia Viva

«Ma quale Italia Viva». E giù risate. «Siete zombie». A Renzi non gliene va bene una. Il trionfalismo sulla Leopolda spento dai sondaggi. Gli sberleffi per il simbolo del partito. Ed ecco un post-fiume per spiegare, passo dopo passo, com’è nato il simbolo di Italia Viva. Su Facebook è intervenuta Proforma, società vincitrice del progetto per il logo della nuova formazione politica. Il motivo? Le tante critiche e le centinaia di sfottò che nei giorni del “contest” per la scelta del simbolo ufficiale – e quindi dalla sua presentazione alla Leopolda – hanno invaso i social.

«Una marca di assorbenti», «il simbolo di una compagnia aerea», «ricorda un detergente intimo», i commenti più gettonati. Proforma ha deciso di replicare. «Il nostro progetto per il simbolo di Italia Viva ha scatenato, come prevedibile, la solita gara di critiche sui social», scrive la società nella sua pagina Facebook. «Alcune spassose, alcune forse un po’ ingenerose. Tutto nella regola, intendiamoci, fa parte del gioco».

«Del resto, chi sceglie di fare il nostro meraviglioso mestiere sa che c’è sempre una controindicazione: sono tutti convinti di saperlo fare. In po’ come il commissario tecnico della nazionale. E allora – continua la società – mettiamo da parte aerei e creme, e proviamo a spiegare in poche parole la genesi di questo lavoro». Per farlo, Proforma divide il post in 6 capitoletti.

In quello chiamato “Il brief”, la società spiega: «L’obiettivo era chiaro: trovare un simbolo che segnasse una discontinuità con il passato della politica italiana. Un marchio-logotipo che risultasse originale, non riconducibile a matrici ideologiche tradizionali. E capace di parlare a tutti».

Poi si passa al “Segno”. «Abbiamo provato a fondere tre idee in una. 1) Una spunta. Quella che si mette sulle “cose fatte”. Per evocare l’idea di concretezza. 2) Due ali in volo. Perché in politica si deve essere concreti sì, ma bisogna sempre volare alto, per non smarrire la dimensione ideale. 3) La V. Banalmente, l’iniziale di Viva. In basso – si legge ancora -, nella versione “elettorale” del simbolo, abbiamo aggiunto una sezione di sfera». Questo, «per suggerire una dimensione spaziale che riuscisse a esaltare l’efficacia visiva del volo».

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