In Liguria come a Cuba. I comunisti esistono e minacciano l’assessore Berrino

martedì 8 ottobre 11:31 - di Redazione

Sembra di essere a Cuba dei bei tempi andati e l’assessore Giovanni Berrino della regione Liguria un pericoloso dissidente. Aver aderito alla giornata in memoria del sacrificio di Norma Cossetto il 5 ottobre costa caro al rappresentante di Fratelli d’Italia nella giunta Toti. L’assessore aveva espresso il suo consenso in merito all’impegno preso in questi giorni da Giorgia Meloni, con l’ausilio del ‘Comitato 10 febbraio’ nato per il ricordo delle vittime delle foibe. Questo al fine di istituire una data nazionale che ricordi le donne vittime della violenza partigiana durante e dopo la seconda guerra mondiale.

I comunisti ancora parlano di revisionismo

Non l’avesse mai fatto. E si è così scoperto che in Liguria i comunisti abbaiano ancora e se la sono presa con lui con una nota delirante. Anche se in buona compagnia, quella di Giampaolo Pansa, anch’egli puntuale bersaglio degli attacchi dell’estrema sinistra.
E vai giù col “becero tentativo di revisionismo filo fascista facendo leva sulle menzogne di Pansa, definito da storici ed autori autorevoli come Giorgio Bocca al pari di “un pazzo, un mascalzone, un falsario, un mentitore” e su ricostruzioni storiche senza fondamento”. Negano persino, i comunisti smemorati, la triste storia “relativa a Giuseppina Ghersi per cui si parla di stupro nel tentativo di demonizzare i partigiani senza che esista la ben che minima prova”. Faccia tosta incredibile. Un crimine che persino l’Anpi dovette ammettere.

La replica di Berrino

“Le loro affermazioni si commentano da sole, continuano a perseguire quella doppia morale che li ha contraddistinti da sempre e che li continua a contraddistinguere”. Cosi l’assessore regionale Gianni Berrino commenta le parole del Partito Comunista ligure. Norma Cossetto, ricordiamo, fu nel ’43 da alcuni partigiani jugoslavi. Per questa proposta, Berrino il PCI ligure lo attacca.

Berrino alcune settimane fa, fu accusato di fascismo anche per la croce celtica che porta al collo: “Io sono una persona di destra e sono sempre stato di destra. Ci sono centinaia di migliaia di italiani che hanno reso omaggio a Norma Cossetto come ce ne sono volontariamente tutti gli anni, sono ragazzi, anziani, donne, bambini. Se fossero tutti fascisti quelli che parlano delle foibe e delle stragi fatte dai partigiani comunisti dopo la fine della guerra, vorrebbe dire che il fascismo non è stato sconfitto. Un conto è essere di destra, un conto amare la verità storica e un conto è continuare a nascondere nefandezze solo perché sono state compiute da una parte politica”. 

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