Il Russiagate travolge Conte: ecco perché c’è il sospetto che il premier si sia “venduto” Salvini

10 Ott 2019 11:16 - di Redazione
Conte al Copasir

Il caso Russiagate rischia di far affondare Giuseppe Conte. C’è il sospetto, in ambienti della Lega e non solo, come si legge sul Giornale, che il premier, abbia «utilizzato l’estate scorsa l’appoggio americano per isolare il suo vicepremier dell’epoca, Matteo Salvini, fino a poco prima titolare di un asse preferenziale con Donald Trump». Sul Giornale vengono messi in fila i segnali di un’estate bollente, quella della crisi di governo. Il 10 luglio, dagli Usa, ecco spuntare l’audio di Gianluca Savoini dall’hotel Metropol di Mosca, prima botta a Salvini. Il 7 agosto Steve Bannon, ex consigliere strategico di Trump e nume tutelare dei sovranisti mondiali, prevede la fine imminente del governo Conte 1, con la crisi che esploderà da lì a poche ore. Il 27 agosto è Trump in persona a sbilanciarsi in favore del ribaltone e del Conte-bis con un tweet. Conte è «un uomo molto talentuoso che spero resti primo ministro».

Il caso Russiagate e i sospetti su Conte

Cosa abbia fatto cambiare bruscamente idea a Trump non si sa. Ma questi tre tasselli alimentano un mosaico inquietante: in pochi mesi, ricostruisce il Giornale, Conte ha fatto «terra bruciata intorno a Salvini». «In questa operazione – spiega ancora  il quotidiano – un ruolo decisivo lo avrebbero garantito i nostri 007, che hanno fornito agli americani l’aiuto che Conte aveva promesso loro, stavolta per indagare a difesa di Trump». Questo scenario spiegherebbe anche perché Salvini abbia deciso di agire d’anticipo aprendo la crisi. Una crisi che poi lo ha mandato all’opposizione.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Velia ferrAri 10 Ottobre 2019

    Troppo complicato credo che dopo il voto europeo ci siano state considerazioni a livello europeo che abbiano sollecitato una fuoriuscita di salvino poi che strumenti abbiano usato non so.