Il Corriere della Sera invoca una specie di prescrizione per Miccichè e i diritti sul calcio in tv

lunedì 28 ottobre 15:09 - di Francesco Storace

Ormai siamo all’invocazione della prescrizione persino per i diritti sul calcio in tv, non toccate l’elezione di Gaetano Miccichè alla guida della Lega calcio. La sentenza è emanata dal Corriere della Sera, che stamane ha pubblicato un articolo su una vicenda che mette in cattiva luce la richiesta di verità sulla sua elezione ai vertici della Lega. Che doveva avvenire a scrutinio segreto, ma le schede non furono mai scrutinate, come abbiamo già raccontato ai nostri lettori.

Incompatibile con l’incarico?

Ma il particolare che potremmo definire increscioso riguarda la difesa d’ufficio di quella procedura, che è al vaglio della procura federale. Perché proprio per Miccichè poteva esserci un conflitto d’interesse enorme, viste le sue molteplici attività che lo avrebbero potuto rendere incompatibile col prestigioso incarico. Solo con l’unanimità dei presidenti delle società di calcio si tentò di superare l’ostacolo, come si stabilì in zona Cesarini con una azzardata modifica statutaria.

Ma siccome si temeva l’assenza di qualche voto, si optò – illecitamente, si sostiene da parte avversa – per le dichiarazioni di voto orali e senza scrutinio delle schede, rimaste sigillate. E su questo si concentra l’attenzione della giustizia federale.

Miccichè, Cairo e il Corriere della Sera

Il Corriere della Sera pare invocare un colpo di spugna, sostenendo che in fondo è passato tanto tempo e nessuno si è appellato contro quella procedura. Quasi a contestare la competenza della Procura federale ad agire, per il tempo trascorso. Inutile chiedersi il motivo della presa di posizione del quotidiano: Miccichè è ben sistemato nel Cda del quotidiano e i soliti pettegoli amano ricordare come la Banca Imi favorì la scalata di Cairo ai vertici del giornale. 

Chi sta seguendo con attenzione questa storia, attorno alla quale ruotano tantissimi quattrini per i diritti tv nel calcio, parla di pressioni enormi per non farne parlare, addirittura con la rimozione dei relativi link sull’argomento pretesa, imposta, ottenuta su prestigiose testate online. Eppure, dovrebbe esserci solo trasparenza in una vicenda delicata. Non ci siano pregiudizi, ma solo accertamento della verità.

Come si dice, vinca il migliore. E magari il più leale. In fondo, parliamo di sport.

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