I generali Grant e Lee si danno ancora la mano ad Appomattox: ma solo in una pièce teatrale

venerdì 4 ottobre 13:53 - di Antonio Pannullo

Proprio così: i generali Grant e Lee si danno nuovamente la mano. Ma accade solo in una moderna pièce teatrale. Dopo il recente sould out, riprende lo spettacolo “Dalla guerra civile al West” al teatro Le Sedie di Roma. A Stefano Jacurti, già interprete per la prima volta in Italia del generale Ulysses Grant, si affiancano figure come quella di Robert Lee, (Vincenzo Sartini). Due personaggi legati da un destino comune nelle grandi battaglie della guerra civile americana. Nella parte western dello spettacolo arriva il piombo caldo dell’eroina Calamity Jane. Lei era l’unica donna in un mondo di uomini. Emozioni, azione, il selvaggio west, la guerra fra nordisti e sudisti per una rappresentazione inedita. Stefano Jacurti è il primo attore italiano che ha portato in scena il generale unionista Grant. Con lo stesso Grant, gli spettatori potranno percepire il carisma del primo generale moderno della storia e risolutore della guerra di secessione. Il generale blu era famoso per la tenacia da mastino con il sigaro in bocca, il cappotto militare sgualcito. A cui si contrappone l’ultimo generale antico e aristocratico, quel grande Robert Lee, che con pochi mezzi creò un mare di problemi all’esercito dell’Unione.

Ricostruito sul palco l’incontro finale di Grant e Lee

Nello spettacolo viene ricostruito l’emozionante incontro fra Grant e Lee di Appomattox Court House entrato ormai nella leggenda. Quando Lee si arrese in un conflitto, che dopo lo sterminio degli indiani d’America, fu la seconda tragedia su territorio americano, come scontro fra bianchi. Eppure il percorso dei due grandi personaggi non fu facile. Nessuno degli schieramenti di appartenenza credeva in loro due. Grant, definito all’inizio un ubriacone, si rivelò un comandante capace di vincere cinque battaglie in diciotto giorni a Vicksburg. Inoltre catturò tre armate confederate durante il conflitto fino arrivare alla vittoria finale. Il generale Lee, considerato inizialmente un vecchio rottame, fu altresì capace di grandi imprese. Ad esempio la battaglia di Chancherrosville, suo capolavoro strategico, o la vittoria di Fredericksburg. Proverbiale la sua tenace resistenza in tutti gli scontri che lo videro protagonista, fino a che poté arginare la situazione. Tutto questo, in un conflitto globale che comprese fronti orientale e occidentale. In nessuno spettacolo teatrale erano stati rappresentati Wild Bill Hickok e Calamity Jane fin ora in scena non si erano mai visti.

I due generali erano profondamente diversi

Ma con Stefano Jacurti che galoppa in quel mondo dalla fine degli anni ’80, passando dal cinema indipendente ai libri, allo stesso teatro. Qui da tempo ha creato un’offerta di spettacoli che fino al 1995 quasi non esisteva. Ora anche l’accoppiata con Alessandro Iori sta funzionando bene. Lo spettacolo scritto da entrambi, è un frullatore di emozioni. Da un Grant che racconta come rovesciò completamente la battaglia di Shiloh a un Lee che sente la fine vicina ma che andrà affrontata con dignità. Andrà infatti incontro al suo destino a testa alta. Alla malinconia del generale sudista con la barba bianca, si contrappongono gli incubi del comandante nordista affogati nel whisky. Sì, perché alla fine si parla di uomini e non di super eroi, infatti nemmeno Calamity Jane, tanto spietata nel fare una strage in un saloon, ha dimenticato il suo amore per Wild Bill Hickok. Nello spettacolo aleggia l’ombra del presidente Lincoln e gli echi degli Indiani d’America. Una messa in scena che narra un percorso di storia americana. Dal Grant generale a quello che accadde nel selvaggio west, sotto i mandati del Grant presidente. Sarà un finale intenso a chiudere il cerchio per una rappresentazione per tutti, non solo per appassionati.

Dalla guerra civile al West – l’America ai tempi di Grant. Teatro le sedie 11-12-13 ottobre

Con Stefano Jacurti, Vincenzo Sartini, Alessio Maria Maffei, Francesca Bianchi. Regia Alessandro Iori.

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