Grillini all’angolo: Atlantia minaccia di uscire da Alitalia se si revoca la concessione

venerdì 4 ottobre 10:43 - di Marta Lima
Di Maio

Governo “irritato” per la posizione espressa da Atlantia sul dossier Alitalia. È quanto è emerso nel vertice che si è svolto a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e i ministri interessati. “Se non cesserà la situazione di incertezza sulla concessione di Autostrade per l’Italia, Atlantia non potrà impegnarsi per un eventuale intervento nel salvataggio di Alitalia”. Questo uno dei passaggi di una lettera della società controllata dalla famiglia Benetton al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, del 2 ottobre. Cosa faranno i grillini al governo dopo questo ultimatum? Manterranno la linea del no al rinnovo della concessione? Rischieranno di mandare all’aria anche il piano per Alitalia, come già minacciato nel governo giallo-verde?

Le critiche di Atlantia

Nella missiva di due pagine Atlantia esordisce con pesanti critiche al piano industriale Alitalia predisposto dai potenziali partner, Fs e Delta. Un piano che «consente (…) al più un rischioso piano di salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea (…)». Riferendosi al termine del 15 ottobre per l’offerta su Alitalia, Atlantia dice al ministro: «Per la suddetta data non sarà per noi possibile aderire all’auspicato consorzio che formulerebbe l’eventuale offerta formale. Stanti, tra l’altro, le rilevantissime tematiche di contesto tuttora non risolte».

Modifiche al piano Alitalia

Il gruppo infrastrutturale avrebbe chiesto di modificare il piano e che si intervenga su Delta perché il suo sia un intervento più incisivo, oltre ad avere una parola chiara sulla questione di Autostrade per l’Italia. Non ci sarebbe stata, a quanto apprende l’Adnkronos, una richiesta formale di revoca. Anche se, dovendo rimettere mano al piano, questa potrebbe venire da sé. Come riferisce una fonte di governo, il motivo di irritazione è legato in particolare alla questione Aspi e al fatto che “Atlantia e i Benetton non si assumono le responsabilità”. “Pensano che basta togliere dopo un anno Castellucci”, sottolinea la stessa fonte.

Il ruolo di Atlantia in Alitalia

Un piano che punta al rilancio e non solo al salvataggio di Alitalia. Sarebbe questo uno dei punti chiave messi in chiaro da Atlantia nel corso dell’incontro che si è svolto tra i potenziali partner della newco. Secondo quanto s’apprende, infatti, i dirigenti del gruppo infrastrutturale avrebbero ribadito la propria disponibilità a lavorare a un piano industriale che serva a rilanciare la compagnia di bandiera, segnalando tuttavia le diverse problematiche dell’attuale piano che, invece, punterebbe soltanto a un salvataggio. Il piano attuale, in particolare, impegnerebbe cassa per 4 anni, al termine dei quali non sarebbe chiaro come arrivare a un riequilibrio dei costi e al raggiungimento del break-even.
Ci sarebbe poi il nodo di Delta. L’altro ostacolo ancora non sciolto sarebbe l’indisponibilità dell’aviolinea Usa a modificare gli accordi di volo sulle rotte nord-atlantiche.

Un nodo da sciogliere presto

I componenti del tavolo elaboreranno nelle prossime ore una short list di temi ancora aperti e di problematiche da sciogliere. Poi la invieranno al Mise nei prossimi giorni. Le problematiche sono state indicate da Atlantia nella lettera inviata nella serata di mercoledì al Mise. Una lettera, dunque, che ha consentito di far emergere i diversi punti ancora non sciolti della trattativa in corso per il salvataggio e il rilancio di Alitalia. Tra cui, il più importante, quello della concessione di Autostrade.

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