Giorgia Meloni a Foligno chiama tutti gli umbri al riscatto della loro regione

giovedì 10 ottobre 18:41 - di Antonio Pannullo

Giorgia Meloni a Foligno parla di Umbria ma anche di Italia. Migliaia di persone hanno assistito al comizio della leader di Fratelli d’Italia. Meloni sta attraversando tutta la regione in vista delle elezioni regionali. Giorgia Meloni si è fatta diverse domande sull’Umbria. “Perché, chiede, una regione come l’Umbria ha visto in pochi anni diminuire il suo reddito? Perché dobbiamo vedere molti giovani che fuggono dalla loro terra? L’Umbria, ha detto Meloni, è in un certo senso il simbolo dell’Italia. E non possiamo assistere al suo degrado e al suo isolamento”. Meloni ha insistito particolarmente sulla sanità. Questo comparto, come è noto, ha mandato l’amministrazione in tilt. Il Pd non è riuscito ad affrontare la questione, anzi ne è stato travolto. La leader di Fratelli d’Italia ha poi ricordato i numerosi scandali del Pd nella regione. Scandali che sono stati denunciati proprio dal suo alleato di ora, il M5S.

Giorgia Meloni: attenzione a scuola e famiglia

Meloni ha anche parlato delle questioni nazionali e internazionali. Dai dazi all’invasione turca in Siria. Dall’egemonia di Francia e Germania al comportamento della Ue. Mettendo l’accento particolarmente sui valori di Fratelli d’Italia. “Sono orgogliosa di essere italiana, di essere di destra, di credere nella famiglia, di essere cristiana”, ha detto. Ha parlato poi del ruolo della famiglia così come immaginato da Fratelli d’Italia. Proponendo anche sovvenzioni  eincentivi per gli italiani che fanno figli. Meloni ha messo in luce anche le discrasie del welfare all’italiana, in favore dei campi rom e non per famiglie e disabili. Meloni ha criticato duramente il governo in tutti i suoi comparti, dalla sanità all’economia. Con particolare riguardo e precisione nelle critiche al ministro dell’Istruzione. “Scuola e famiglia sono strettamente collegate”, ha detto la Meloni, ricordando anche il successo di Fratelli d’Italia per l’attesa approvazione della cosiddetta legge salvabebè, ossia la legge Meloni. Insomma, qui c’è uno Stato che non funziona, in tutti suoi aspetti. “In questo senso la nostra battaglia è soprattutto culturale, e noi dobbiamo batterci contri  i sacerdoti del pensiero unico che voglioni distruggere la nostra identità. E allora saremo schiavi”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza