Gianna Nannini: «Alla parola gay preferisco frocio. Bisogna essere liberi nel linguaggio»

giovedì 3 ottobre 10:19 - di Paolo Sturaro

Con la sua confessione di Gianna Nannini ha preso tutti in contropiede. Ha avuto una vita turbolenta. Non certo facile. «Tutti mi dicono che so’ pazza, ma credo semplicemente che quando uno è se stesso sembra matto. La follia è un’altra cosa. Io l’ho sperimentata e ho sperimentato anche la schizofrenia. So cosa sono. Mi è capitato di morire e poi rinascere».

«All’inizio degli anni ’80», ha raccontato l’artista a Vanity Fair, «sono stata molto male. Ero piena di paranoie, vivevo una crisi profonda. Avevo un io diviso, uno stato mentale alterato e paura di ogni cosa, come una bambina». E sulle definizioni date all’amore, Gianna Nannini ha detto di pensarla in modo diverso. Che non è quello solito. «Ami gli uomini? Ami le donne? Sempre le stesse domande, davanti alle quali uno vorrebbe dire soltanto: “Ma te li fai i cazzi tuoi?”».

«Eppure sarebbe semplice: a me le divisioni, a partire da quelle di genere, non mi hanno mai interessato granchéHo sempre amato uomini e donne. E soprattutto non ho mai avuto freni nel sentire e seguire quello che volevo. Le ho sempre rifiutate, le definizioni. Al termine coming out, che ghettizza, ho sempre preferito la parola libertà. Alla parola gay, che ti pretenderebbe felice e ormai non usano più neanche in America quando indicono un pride, preferisco frocio. Chi è libero nel linguaggio è libero dentro».

Altro capitolo della vita, la droga. «Tranne l’eroina, le ho provate tutte.Dalla cocaina, per un po’ di tempo, quasi quarant’anni fa, sono stata dipendente. Ero a Londra e ce la portavano in studio con la stessa semplicità con cui oggi ti consegnerebbero un panino». Il momento in cui ha deciso di smettere? «Non stavo mai senza cocaina, ci viaggiavo, ero del tutto incosciente. Un giorno vado in bagno e mentre scarto il sasso rosa, quello mi cade nel cesso. Lo vedo sparire nell’acqua e, mentre si scioglie lentamente e sto per metterci le mani dentro. Mi dico: Non posso fare questa cosa, non posso ridurmi così. Ho smesso lì. Il giorno dopo. Poi ho avuto una ricaduta. Ma dopo aver fatto un tiro e aver bevuto una tequila prima di un concerto, collassai e dissi definitivamente basta».

Commenti

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  • John 3 ottobre 2019

    Anche a me, viene piu facile dir frocio che gay, parola inglese che significa giocondo….

  • maurizio tramonti 3 ottobre 2019

    Brava sei Una grande io uso frocio il suono e bello e fa sorridere sti Frocio impegnati nel combattere parole desciminanti che l unica cosa importante e sorridere

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