Filippino abusa della nipotina per sei anni: la zittiva minacciandola di morte

mercoledì 2 ottobre 16:20 - di Redazione
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I genitori pensavano di potersi fidare a lasciare la figlia maggiore dallo zio mentre loro erano al lavoro. E invece lui abusa della nipotina per 6 anni: il primo episodio di violenza risale al 2013, l’ultimo allo scorso 5 luglio. Un caso di pedofilia familiare, un fenomeno in aumento.

A Milano in manette un filippino

Da ieri mattina il protagonista della vicenda, un cittadino filippino 38enne residente nel comasco, si trova in carcere a Como con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima e reiterata. Lo hanno arrestato su decisione del pm Giuseppe Rose i poliziotti del commissariato di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, a cui la vittima ha sporto denuncia a metà luglio. Nel giro di poche settimane gli inquirenti sono riusciti a raccogliere le prove e a delineare il quadro accusatorio.

I genitori della vittima, anche loro di origine filippina ma in Italia da parecchi anni, avevano l’abitudine di lasciare la figlia maggiore dallo zio. Loro  erano infatti impegnati a tempo pieno con il lavoro, fuori casa dalla mattina presto fino all’ora di cena. L’uomo, invece, lavorava saltuariamente e aveva quindi la possibilità di stare con la ragazzina (da solo, dato che anche sua moglie lavorava).

Abusa della nipotina da sei anni

Quando sono cominciate le violenze, la nipote aveva tra gli 11 e i 12 anni. Da lì gli episodi si sono succeduti in modo continuato fino all’inizio di luglio, arrivando anche a rapporti completi. La vittima ha trovato la forza di denunciare a metà luglio, quando si è presentata nel commissariato di Sesto San Giovanni insieme alla famiglia. Fino a quel momento lo zio l’aveva convinta al silenzio minacciando di fare del male anche a sua sorella minore se lei avesse parlato. La ragazzina era ulteriormente spaventata dalle violenze fisiche e verbali che subiva anche la moglie dello zio, pure lei – stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti – vittima dell’aggressività dell’uomo.

La denuncia grazie al fidanzato

A convincerla a parlare è stato il fidanzato della vittima, suo coetaneo. Quando i due hanno iniziato a frequentarsi e lei si è confidata con il ragazzo, lui l’ha spinta a raccontare tutto ai genitori e poi a sporgere querela alle forze dell’ordine. Ieri dopo l’arresto la madre della giovane, in lacrime, è tornata al commissariato di Sesto San Giovanni per ringraziare gli agenti del lavoro svolto, riferendo che ora la sua famiglia si sente libera dalla minaccia dello zio violento. I poliziotti stanno svolgendo indagini supplementari per chiarire il ruolo di tutti i protagonisti del caso.

Un caso analogo si era verificato qualche mese fa a Brescia.

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