Fassina ferito, Gabrielli: «Gli agenti sono stati ineccepibili, non sono punching ball»

venerdì 4 ottobre 16:32 - di Redazione

Fassina ferito, il chiarimento richiesto dal Viminale non tarda ad arrivare. «L’operato della Polizia è stato ineccepibile». Franco Gabrielli taglia corto sulle presunte responsabilità dei poliziotti nel ferimento di  tefano Fassina nel corso della manifestazione di protesta a Roma.

Fassina ferito, la polizia non ha colpe

Nessuna colpa. A margine del “Festival delle città” il capo della Polizia spiega al contrario che «altri non avrebbero dovuto consentire che si arrivasse a quel punto». Il delegato dell’assessore avrebbe dovuto avere maggior cautela nel chiedere l’intervento della polizia.  Il parapiglia che ha provocato la caduta a terra dell‘esponente di Leu, infatti, è avvenuto quando il delegato della sindaca Raggi si è fatto scortare per entrare nella sede blindata dai manifestanti.

«I poliziotti non sono punching ball»

«Io credo che chi manifesta deve sempre porsi nella condizione di manifestare pacificamente il proprio pensiero. E di non considerare i poliziotti e i carabinieri dei punching ball», dice. «Questo è un Paese nel quale si è ritenuto che sputare a un poliziotto sia un comportamento di tenue gravità . Io credo che non sia così. Chi veste una divisa e chi rappresenta un’istituzione dovrebbe essere portatore di un rispetto non solo per la persona ma anche per quello che rappresenta». Il caso Fassina è utile per ribadire la necessità di ripristinare il rispetto verso le istituzioni. «Se mi dovessero chiedere qual è il deficit maggiore del nostro Paese direi che è la perdita di credibilità delle istituzioni a tutti i livelli. Quella perdita di credibilità che fa sì che la gente si allontani dalla cosa pubblica».

In un altro passaggio Gabrielli non fa mistero di apprezzare i decreti sicurezza uno e due di Salvini. «Dal mio punto di vista ci sono cose utili, che sono cose che abbiamo noi stessi concorso a realizzare, e altre cose che ovviamente attengono a un’impostazione politica, che io personalmente non necessariamente condivido».

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