Ergastolo in bilico e prescrizione senza fine, così salta la giustizia. Pd e Cinquestelle, svegliatevi

venerdì 11 ottobre 6:00 - di Francesco Storace

Non avete il diritto di dormire sulla giustizia. Pd e Cinquestelle litigano e poi si riaddormentano, ma non risolvono il rischio di caos enorme all’orizzonte.

Due fatti compromettono la certezza del diritto. La decisione della Cedu, la Corte europea sui diritti dell’uomo, relativa all’ergastolo. L’entrata in vigore delle norme sulla prescrizione. Si passa dal fine pena mai al fine processo quando.

Quel che è grave è l’oggettiva sottovalutazione del problema, che riguarda sia vittime che imputati. Strasburgo ha invitato l’Italia ad adeguare le sue norme sul cosiddetto ergastolo ostativo. In pratica un criminale condannato all’ergastolo dovrà godere dei benefici penitenziari anche se non collabora con la giustizia. Con tanti saluti a chi piange chi è stato assassinato. Per gli imputati, invece, viene meno un principio, quello della giusta durata del processo, scritta in Costituzione ma vanificata dalla norma fatta approvare da Bonafede. Che mai come ora deve essere rivista dal Parlamento.

Prescrizione mai anche se sei assolto

Nessuno ama la prescrizione, ma neppure si può pensare di lasciare appeso un imputato per chissà quanti anni alla conclusione definitiva di un processo. La norma che entrerà in vigore dal primo gennaio 2020 e sospenderà il corso della prescrizione dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione) o dal decreto di condanna, fino alla data di esecutività della sentenza. Quindi si parla persino di chi è assolto in primo grado…

Il governo gialloverde, autore di questa legge contestata da moltissimi studiosi del diritto, aveva preso il solenne impegno alla riforma del codice di procedura penale. Ma di tutto questo c’è scarsissima traccia e certamente si supereranno abbondantemente i termini previsti dalla legge Bonafede e si scasserà definitivamente il sistema giustizia. L’ex ministro Bongiorno definì una bomba atomica quella che si era innestata con la norma sulla prescrizione.

La “bomba atomica” sulla giustizia

In pratica, proprio per l’allarme suscitato dalla decisione, l’esecutivo si era infatti espresso chiaramente sulla volontà di realizzare entro fine anno un intervento riformatore del codice di procedura penale volto alla drastica riduzione dell’irragionevole durata dei processi in Italia. Questo per marginalizzare l’impatto concreto dell’eliminazione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. L’obiettivo dichiarato – “del tutto condivisibile”, ha affermato l’on. Enrico Costa di Forza Italia in una proposta di legge per sospendere gli effetti della norma Bonafede – è assicurare che i colpevoli siano puniti.

Nessuno deve sottrarsi alla giustizia sfruttando escamotage processuali e, più in generale, contenere gli sprechi di attività della macchina giudiziaria. Ma la “riforma” della prescrizione scarica solo sull’imputato tutto il peso delle inefficienze del sistema giudiziario: ogni ritardo, dilazione o rinvio dovuto a carichi di lavoro eccessivi o mal distribuiti, alle carenze di personale, dai magistrati ai cancellieri, diviene processualmente irrilevante e, anzi, normativamente legittimato e coperto da questo provvedimento. Quasi come se il legislatore, anziché cercare di risolvere queste problematiche, le assumesse come una costante invariabile e immodificabile.

Tutto questo non va bene e c’è invece da auspicare che Pd e Cinquestelle la smettano di litigare sul tema. Sul servizio giustizia bisogna invece ragionare con grande serietà e serenità. Perché è sempre più facile commettere errori se la propaganda, al solito, continua a prevalere sulla politica.

Commenti

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  • Pansecchi Luigi 11 ottobre 2019

    Ma qui non si tratta solo di giustizia, è tutta l’ Italia che va a rotoli e la responsabilità maggiore è del PD a cui va tutto bene purchè sia funzionale al suo potere. Retaggio della cultura comunista che in fondo in fondo è indissolubilmente rimasta nella sua anima.

  • Carlo Cervini 11 ottobre 2019

    La Magistratura ha da anni il potere di vita o di morte civile, famigliare e sociale di tutti gli italiani; questo strapotere, spesso colorato da interessi politici, ha creato danni immani alla società, adesso con la cancellazione della prescrizione il loro contropotere crescerà a dismisura, il cittadino sarà indagato a vita anche perchè possono cambiare il reato a volontà. Da anni mi chiedo se si può riformare un tumore…..o lo si estirpa senza se e senza ma, oppure ti porta alla fossa.
    Fate le barricate nel Paese e in Parlamento.

  • Giuseppe Forconi 11 ottobre 2019

    Fate togliere quella scritta presa per i fondelli ” LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ” in Italia la legge serve a seconda delle circostanze per chi non ha fatto nulla o rubato una mela. Per le cose serie non esiste la legge. Rimpastate quei quattro parrucchini imborotalcati e nominate veri giudici APARTITICI che sappiano essere giusti per quel lavoro

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