Dylan Dog sposo gay: è l’ultima vittima del politicamente corretto

giovedì 31 ottobre 15:25 - di Davide Ventola

Come far risollevare le vendite di un fumetto in crisi? Facciamolo diventare gay. L’ultima vittima del politicamente corretto è il povero Dylan Dog. Da indagatore dell’incubo a indagatore della banalità, è un attimo. E oggi non c’è niente di più banale e trito che cavalcare il tema delle nozze gay.

Peccato, perché il papà di Dylan Dog, Tiziano Sclavi, aveva costruito il successo del suo personaggio sull’irregolarità. Il genere horror era sempre stato un pretesto per ribaltare schemi e luoghi comuni. Il vero incubo del nostro eroe erano la noia e la banalità. Mai Sclavi sarebbe scivolato su un tema così inflazionato. Forse non è un caso che l’albo in questione non porti la sua firma.

Il povero Dylan Dog con questa deriva “politically correct” affoga nella banalità luogocomunista. Lucca Comics hanno preparato una grande operazione di marketing per il fumetto in questione. Nell’albo n. 399,  Oggi sposi l’Indagatore dell’Incubo decide di sposarsi con il suo amico Groucho. Nelle intenzioni degli autori, il numero speciale sarebbe una riflessione sulla forza dell’amore in tutte le sue forme.

La fine di Dylan Dog: da “Oggi sposi” a “Chiuso per lutto”

Per festeggiare il matrimonio, la Sergio Bonelli editore ha realizzato  un apposito cofanetto, la Dylan Dog Wedding Box. Conterrà la versione “regular” di Oggi sposi, una versione variant con copertina bianca (venduta anche separatamente), una versione variant con copertina nera (disponibile solo nel box) e una nuova versione con colorazione “pop” di “Finché morte non vi separi”, l’albo n. 121 che celebrava il decimo compleanno dell’Indagatore dell’Incubo e il suo primo matrimonio. Sempre all’interno della box, i lettori troveranno la partecipazione nuziale, una speciale fialetta di bolle di sapone (gadget immancabile nei matrimoni moderni) e un anello di fidanzamento (ben noto a tutti i fan della serie). Operazioni commerciali legittime, ma che cosa c’entra con l’inno all’amore? Anche i fumetti invecchiano. Perdono il loro vitalismo e finiscono per imbolsirsi. Più che “Oggi sposi” sarebbe stato più appropriato un cartello appeso al numero 7 di Craven Road: “Chiuso per lutto”.

 

Commenti

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  • Parsi 27 marzo 2020

    Purtroppo hai ragione
    Parsi

  • Andrea Buscemi 2 novembre 2019

    Scrivere un articolo del genere senza aver letto il fumetto è quasi da denuncia per calunnia. Questo è giornalismo?Vergognatevi

    • Francesco Storace 2 novembre 2019

      Puoi argomentare senza dire vergogna? O è difficile?

  • Pucho 1 novembre 2019

    Una cavolata pazzesca.

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