Domani Fausto Biloslavo torna all’università di Trento. Astenersi estremisti perditempo

29 Ott 2019 10:01 - di Redazione

“Domani torno con piacere a Trento, alla facoltà di Sociologia, a ristabilire la libertà di parola sancita dalla Costituzione. E ringrazio il rettore dell’Università, Paolo Collini, che fin dall’inizio di questa brutta storia mi aveva rinnovato l’invito, subito accettato, per la conferenza sulla Libia2. Biloslavo ringrazia anche gli studenti di Udu, che non si sono tirati indietro. “Se tutto andrà bene sarà la dimostrazione che la discriminazione ideologica nei mie confronti, stile anni Settanta, peraltro infondata, non è più un sistema”. Lo annuncia in una lettera al Corriere del Trentino Fausto Biloslavo giornalista di guerra, triestino, classe 1961, scrive per i quotidiani Il Giornale, Il Foglio ed il settimanale Panorama.

Gli intolleranti che usano le frasi dei terroristi rossi tedeschi

“Però – sottolinea – le enclave intolleranti di estrema sinistra, che fanno più o meno quello che vogliono, sono una triste realtà, non solo a Trento. Il collettivo universitario Refresh, sul suo blog ‘SmontaMenti’, ancora prima che venisse decisa la data di domani lo ha chiaramente annunciato”.  ‘Nel caso vorrà (o verrà invitato a) ritornare a sociologia ci troverà più compatti e determinati di prima nella nostra protesta’.

Per questo spiace leggere sul Corriere del Trentino della scorsa settimana che Giuseppe Sciortino, docente di Sociologia, pur difendendo il diritto alla parola ‘di un rispettato giornalista’ fornisce una versione dei fatti edulcorata”. E tra l’altro “molto lontana dalla realtà a cominciare dalle responsabilità dell’università”. “I facinorosi – afferma ancora Biloslavo – non erano nipotini o nostalgici di Curcio? E allora perché hanno dichiarato vittoria, quando non ho potuto parlare, utilizzando addirittura una frase di Ulrike Meinhof, eroina della Raf”.

Che, ricorda Biloslavo, eranoi terroristi tedeschi durante la guerra fredda come le Brigate rosse in Italia? Non si tratta, come scrive Sciortino di avere ‘contestato l’invito a Fausto Biloslavo’, ma di averlo, purtroppo, impedito. La prova non è solo nello striscione ‘fuori i fascisti dall’università’ o nei volantini con il mio faccione a testa in giù stile Mussolini a piazzale Loreto. Sciortino può andare a vedere il video girato dagli stessi facinorosi davanti al dipartimento di Sociologia il 15 ottobre, quando dovevo parlare di Libia. Un ragazzotto con il megafono rivendica la vittoria e spiega che di aver organizzato un presidio perché ‘noi siamo studenti e studentesse antifascisti che non possono permettere la presenza di certi personaggi all’interno dell’università'”.

Le “colpe” di Biloslavo

“Le mie ‘colpe’ – prosegue Biloslavo – vere, annunciate nel video: iscritto al Fronte della Gioventù oltre 40 anni fa, quando portavo i calzoni corti e di avere criticato le Ong negli articoli su il ‘Giornale’. Ovviamente non sono andati a leggere le inchieste di denuncia sul campo, in Libia, nei centri di detenzioni dei migranti che ho definito ‘gironi danteschi’.

Le accuse, false, sono di avere collaborato con la casa editrice ‘Altaforte’, che non sarebbe un reato, ma non l’ho mai fatto. E con ‘Ferrogalico‘, altra pericolosa quinta colonna editoriale nera”. “Peccato – evidenzia – che proprio con Toni Capuozzo ospite della Regione a Trento venerdì scorso abbiamo chiesto fin dall’inizio di editare la collana di libri di giornalismo grafico, compreso il mio ‘Libia kaputt’ a una società autonoma, proprio per non essere coinvolti politicamente in maniera pretestuosa da una parte o dall’altra. E Sciortino sostiene che la sospensione dell’incontro deciso dell’università non aveva nulla a che fare con le proteste degli estremisti…”.

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