Di Maio vive con l’ossessione di Salvini: «Non vado dietro le sue perversioni»

mercoledì 9 ottobre 11:32 - di Gianluca Corrente
Di Maio

«Non temo scissioni» nel Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio, ospite di Radio anch’io, cerca di liquidare i rumors di stampa che parlano di possibili uscite dai pentastellati. Gira alla larga, fa finta di niente. Non parla delle dichiarazioni rilasciate da chi ne ha già le tasche piene del Pd. Non parla dei dissidenti che hanno addirittura messo nero su bianco la loro rabbia.

Rivolta la frittata: «È un po’ strano», aggiunge Di Maio, «che da quando c’è stata una scissione, quella del Pd che ha creato il nuovo partito di Renzi, molti giornali parlano di una scissione all’interno del Movimento. Sono convinto che nel M5S si sia sempre discusso anche in maniera molto forte al proprio interno».

Poi cerca giustificazioni. «Siamo una forza politica che è nata mettendo insieme persone disilluse dalla destra e dalla sinistra. È normale che quando si va in una direzione soprattutto di governo ci siano anche delle discussioni accese».

«Io sono stato eletto capo politico due anni fa. La mia carica dura cinque anni. Quindi tra tre anni si deciderà quale sarà il futuro del capo politico del Movimento. Ma allo stesso tempo sono d’accordo con tutti quelli che dicono internamente che le responsabilità vanno divise. Ma io non vedo l’ora».

Torna l’ossessione. «Salvini si è “auto complottato”»,  dice Di Maio a DiMartedi. «Non posso stare dietro alle perversioni di uno che dice il giorno prima che va tutto bene e poi il giorno dopo fa cadere il governo».

«Tutto quello che ho visto di pubblico» sul Russiagate «per me non era un problema». Ma il fatto che Salvini «non sia andato in Parlamento a riferire ha contribuito a creare ancora di più la spy story».

E Zingaretti? «Fino ad ora tutte le volte che abbiamo affrontato fatti concreti, io mi sono trovato bene. E  mi sono anche ricreduto su alcune dinamiche che pensavo potevano esserci».

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