De Benedetti, nervi tesi in famiglia. Carlo rivuole tutto il pacchetto editoriale. I figli non mollano

lunedì 14 ottobre 13:18 - di Redazione
De Benedetti

Carlo De Benedetti vuole rimettere le mani sul suo patrimonio editoriale. Il manager torna in campo e apre una guerra civile in seno ai suoi stessi familiari dal prologo poco promettente e dagli esiti imprevedibili. I nervi sono sempre più tesi e la comunicazione padre-figli ridotta a botta e risposta affidati a comunicati ufficiali. Intanto, l’ex direttore del Foglio Giuliano Ferrara conia anche un hashtag per la vicenda: #opapapà.

Carlo De Benedetti, lite in famiglia

Così, commentando l’offerta presentata dal padre per riacquisire i beni aziendali, Roldofo De Benedetti, che presiede la holding Cir a cui fa capo il gruppo editoriale, ha dichiarato: «Sono profondamente amareggiato e sconcertato dall’iniziativa non sollecitata né concordata presa da mio padre. Il cui unico risultato consiste nel creare un’inutile distrazione. Distrazione della quale certo non si sentiva il bisogno, rispetto al lavoro delle tante persone impegnate quotidianamente a garantire un futuro di successo al Gruppo Gedi. Che da anni opera in un settore dei più sfidanti. I miei fratelli ed io, come azionisti di controllo del Gruppo Cofide-Cir, continueremo a dare il nostro pieno supporto al management in questo percorso». Non meno dura la replica di De Benedetti senior che accusa lui e il fratello Marco di aver determinato «il crollo del valore della azienda e la mancanza di qualsiasi prospettiva. Concentrandosi esclusivamente sulla ricerca di un compratore».

Lo strappo dopo l’offerta di De Benedetti ai figli

Il clima insomma è rovente in casa De Benedetti. Tutto esplode quando l’imprenditore 84enne annuncia di aver presentato venerdì 11 ottobre alla Cir un’offerta di acquisto in contanti. Meglio: da Carlo De Benedetti, attraverso la sua controllata Romed, arriva un’offerta per l’acquisto del 29,99% di Gedi, il gruppo editoriale che include tra gli altri il settimanale L’Espresso, i quotidiani La Repubblica, La Stampa e Il Secolo XIX. Un’offerta che però è stata già respinta da Cir che in una nota l’ha giudicata semplicemente «irricevibile».

La proposta bocciata come «irricevibile»

«Con riferimento alla comunicazione diffusa in data odierna dall’Ing. Carlo De Benedetti, relativa all’offerta non sollecitata né concordata da egli presentata lo scorso venerdì, tramite Romed Spa, per l’acquisto di una partecipazione del 29,9% in Gedi Spa, – si legge per l’appunto nel comunicato – Cir rende noto di ritenere detta offerta manifestamente irricevibile in quanto del tutto inadeguata a riconoscere a Cir Spa e a tutti gli azionisti il reale valore della partecipazione e ad assicurare prospettive sostenibili di lungo termine a Gedi, aspetto sul quale Cir è da sempre impegnata».

I figli non mollano. La saga continua

Una proposta che prevederebbe in sostanza l’esborso di una quarantina di milioni per acquisire la maggioranza relativa del gruppo editoriale presieduto dal figlio Marco. Gli eredi dell’ingegnere dunque non ci stanno: e dopo aver bollato l’offerta del padre come «del tutto inadeguata a riconoscere a tutti gli azionisti il reale valore», chiudono la porta a trattative e accordi. Ora, se l’imprenditore piemontese si arrenderà al no dei figli o tornerà alla carica con una nuova offerta più in sintonia con il valore del gruppo, è il grande interrogativo sui tavoli della Holding. E la saga politico-familiare resta appesa alla prossima puntata…

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In evidenza