Conte getta fumo negli occhi a Bruxelles. Ma si sta per scatenare l’inferno

venerdì 18 ottobre 16:16 - di Redazione
Conte

Conte è andato a prendersi l’applauso a Bruxelles. I compiti in classe sono andati bene. La manovra ha superato l’esame. Il bluff è macroscopico. Il premier fa l’equilibrista, è andato a difendere le mosse del suo governo. L’obiettivo – dice-  è “abbassare le tasse, ma per poterlo fare occorre far emergere le risorse ora nascoste nell’economia sommersa. Lo ha sottolineato a margine del Consiglio Europeo. “Quando parlo di un patto con i cittadini – afferma Conte – non è per alzare le tasse, ma per abbassarle concretamente e sempre di più. Ma per fare questo i cittadini italiani devono capire tutti che occorre recuperare risorse che in questo momento sono nell’economia sommersa”. “Non si tratta di criminalizzare – continua – ma di incentivare il sommerso ad emergere: a quel punto avremo più risorse da distribuire e riformando il fisco avremo un Fisco equo ed efficiente: tutti pagheranno, ma pagheranno meno”.

Il bluff

Caro Conte, i cittadini italiani hanno capito benissimo. Il fisco non sarà nè equo né efficiente. Intanto il recupero deller isorse è solo sulla carta. E la guerra al contante premierà in gran parte le banche. Il che andrà bene ai burocrati di Bruxelles. Per nulla agli italiani. E poi non si può non biasimare un premier che a distanza di pochi mesi difende e magnifica misure economiche opposte. “La ritengo nel complesso – prosegue Conte – una manovra molto equilibrata, anche nel segno della redistribuzione. Abbiamo evitato di aumentare la pressione fiscale- insiste -abbiamo fatto cose molto significative. Non dimentichiamo mai che la prima misura significativa è stato il fatto di non aumentare la tassazione sui consumi: 23 mld”.

Conte: «Non mi sottrarrò a verifiche»

Quanto alla manovra economica 2020, “al di là di singole dichiarazioni, quando tornerò a Roma ci confronteremo, lavorando poi all’articolato definitivo. L’abbiamo approvata salvo intese. C’è la possibilità di fare ulteriori verifiche, approfondimenti. Non mi sottrarrò affatto: ci metteremo intorno a un tavolo e verificheremo”, conclude. Ecco, preparasse l’elmetto. Il “salvo intese” si presenta piuttosto come un tutti contro tutti. Fossimo in lui non avremmo quell’aria disinvolta  e distesa. Potrà gettare fumo negli occhi a Bruxelles. Ma qui dovrà vedersela con due polveriere l’un contro l’altra armate: Pd e m5S,  che stanno mandando fuochi incrociati non molto rassicuranti. Dovrà mettersi l’elmetto. Renzi insiste per abolire quota 100, ma Conte gli risponde direttamente da Bruxelles: «E’ un pilastro». E con lui il M5S. E’ chiaro che non  voterà con il governo. Con il Pd in mezzo a difendere l’indifendibile: «Abbiamo fatto un miracolo» A Buxelles sanno che sta per scatenarsi l’inferno sulla manovra economica?

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