Consip, Lotti a processo. Il “Fatto” va all’attacco. Dai grillini bocche cucite

venerdì 4 ottobre 11:35 - di Stefania Campitelli

Lotti a processo. L’unico complotto è quello dei renziani. Non usa la mano leggera il Fatto quotidiano sullo scandalo Consip (fu il primo quotidiano a darne notizia) e del rinvio a giudizio di Luca Lotti. L’ex ministro dello Sport, renziano doc (anche se è rimasto con il Pd di Zingaretti), sarà processato. Si tratta del filone dell’indagine su chi spifferò all’ex amministratore delegato, Luigi Marroni, l’esistenza di un’inchiesta sulla società pubblica.

Lotti a processo, i grillini perdono la voce

Favoreggiamento, questo il reato di cui è accusato Lotti insieme al alcuni nomi importanti  dell’Arma dei carabinieri. Una nuova tegola per il Pd al timone del governo con i 5Stelle. Quelli che della questione morale hanno fatto una bandiera e che oggi hanno perso la voce. Dove sono gli onesti al potere? Spariti. Eppure, all’epoca, i grillini si scagliarono ferocemente contro la tesi del complotto sostenuta dal cerchio magico di Renzi. «La devono smettere di attaccare i giudici come fa Berlusconi. Vogliono solo confondere le acque e di infangare il lavoro dei giudici e delle forze dell’ordine che indagano sul padre dell’ex premier  sul ministro Luca Lotti», tuonavano.

Il Fatto all’attacco del cerchio magico

L’accusa è pesante: intralcio alle indagini. E il quotidiano diretto da Marco Travaglio dedica una pagina ben documentata anche al possibile nuovo coinvolgimento del papà di Renzi. Il leader di Italia Viva, va da sé, si dice certo della innocenza del suo ex assistente e, se si eslude la freddezza di Zingaretti, tutta la dirigenza dem si stringe intorno all’imputato-vittima. «Appare evidente – la motivazione del gup  Clementina Forleo – che vi furono non pochi interessamenti di ambienti  vicini all’allora presidente del Consiglio Renzi per impedire il regolare corso delle indagini». Le confessioni Scafarto

L’assoluzione di Scafarto

Nell’inchiesta una pedina fondamentale è proprio Marroni che al momento della perquisizione nella sede della Consip (dicembre 2016) fece quattro nomi di persone che lo avevano avvertito delle intercettazioni,  tra cui Lotti. Non andrà a processo invece l’ex capitano del Noe, Gianpaolo Scafarto, delegato a indagare quando il fascicolo si trovava ancora a Napoli (poi venne trasferito a Roma per competenza). I due falsi di cui venne accusato vengono giudicati un “errore  sicuramente involontario” . Prosciolto da tutte le accuse, quindi, l’attuale assessore alla Legalita di Castellammare di Stabia.

Lotti gioca a fare il perseguitato politico (Non c’è rabbia o rancore neanche verso chi si è divertito a sbattere “‘il mostro in prima pagina”) e abbaia alla gogna mediatica. I 5Stelle, invece, restano in un assordante silenzio. Questo l’ordine di scuderia che Di Maio ha dato ai suoi: bocche cucite sull’alleato che sbaglia. Prima le poltrone poi la moralizzazione della politica.

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