Al Baghdadi, la Turchia insiste nella sua crociata contro il popolo curdo: “Non sono scagionati”

lunedì 28 ottobre 15:02 - di Redazione
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Al Baghdadi, Mosca attende conferma. “Se le informazioni sulla morte di al-Baghdadi saranno effettivamente confermate, potremo parlare di un contributo importante del presidente degli Stati Uniti alla lotta al terrorismo internazionale”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni ai giornalisti riportate dall’agenzia russa Tass. Ieri annunciando la morte del leader dell’Isis, Donald Trump ha ringraziato Russia, Turchia, Iraq, Siria e i curdi siriani per il sostegno fornito agli Usa. Peskov ha confermato stamani che le Forze Armate russe hanno rilevato la presenza di aerei e droni americani nella zona indicata dell’operazione.

Al Baghdadi, Ankara: i curdi sono terroristi

Ma la Turchia riesce ad attaccare i curdi anche su questo. “La morte del leader di Daesh è una vittoria importante, ma non deve trasformarsi in una legittimazione dell’organizzazione terroristica Ypg (le Unità di protezione del popolo curdo, ndr) in Siria”. Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin. “La nostra lotta contro Daesh continuerà in modo efficace. Continueremo a lavorare specialmente nelle aree sotto il nostro controllo in Siria affinché Daesh non ritorni”, ha aggiunto Kalin. Anche i curdi iracheni sono scettici. La morte del leader jihadista Abu Bakr al-Baghdadi rappresenta un ”grande passo nella lotta al terrorismo”, ma non significa che l’Isis sia finito. Lo sostiene il presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani. ”La regione del Kurdistan, come rappresentante importante della coalizione internazionale contro Daesh, considera la distruzione del capo dell’organizzazione terroristica Abu Bakr al-Baghdadi un grande passo nella lotta al terrorismo”.

Barzani: l’Isis però non è finito

Barzani afferma però che ”l’uccisione di Baghdadi, dopo la distruzione del cosidetto califfatto di Daesh, è un passo importante. Però non significa la fine del terrorismo o la fine dell’ideologica di Daesh”. Resta grande, secondo il presidente curdo, il pericolo rappresentato dai movimenti legati all’Isis. ”Per questo motivo la comunità internazionale deve continuare la sua assistenza e collaborazione. E non solo militare, ma devono anche aumentare gli sforzi e l’assistenza. Allo scopo di sviluppare l’istruizione e la cultura della coesistenza, della tolleranza, dell’accettazione. Occorre eliminare il contesto che produce il terrorismo e le persone come Baghdadi”, ha aggiunto Barzani. Il presidente curdo ha quindi affermato che Erbil continuerà a sostenere gli sforzi della comunità internazionale per combattere contro l’Isis.

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